Roland Garros 2026, Andreeva regina di Parigi

Roland Garros 2026, Andreeva regina di Parigi
Mirra Andreeva esulta nel corso della finale di Parigi (Foto AP/Thibault Camus)

Chwalinska ko in due set

Il futuro del tennis femminile parla russo: è la teenager Mirra Andreeva la campionessa del Roland Garros 2026 (montepremi complessivo 61.723.000 euro), seconda prova stagionale del Grande Slam, sulla terra rossa parigina.

Nella finale disputata sul campo centrale Philippe Chatrier, l’allieva di Conchita Martinez (anche lei campionessa a Parigi) ha battuto la rivelazione del torneo, la polacca Maja Chwalinska in due set con il punteggio di 6-3, 6-2 in 1 ora e 22 minuti di partita condizionata da un vento fastidioso.
Per Andreeva, n.8 del ranking e del seeding, è la prima vittoria in una prova del Grande Slam alla prima finale disputata. Un torneo praticamente dominato avendo perso un solo set. La giovane russa balza anche in testa alla Race to Riyad mentre per quanto riguarda il ranking Wta si porta al n.6.
Termina in finale la favola della 24enne Chwalinska, arrivata all’ultimo atto del torneo partendo addirittura dalle qualificazioni. La polacca guadagna comunque quasi 100 posizioni in classifica, passando dal numero 114 al numero 21 del ranking Wta.

La più giovane vincitrice dai tempi di Monica Seles

Andreeva è diventata la giocatrice più giovane a vincere il titolo del singolare femminile a Parigi dai tempi di Monica Seles, che aveva 18 anni quando conquistò il suo terzo Roland Garros consecutivo nel 1992. Quando Andreeva ha messo a segno un vincente di rovescio incrociato sul primo match point, la russa si è inginocchiata sulla terra battuta per festeggiare. “Sei così giovane e talentuosa. È quasi frustrante”, ha detto Chwalinska ad Andreeva durante la cerimonia di premiazione. Al momento della consegna del trofeo, Andreeva ha compiuto il gesto insolito di ringraziare se stessa “per aver creduto in me stessa, per aver sempre dato il 100%, anche quando era difficile, per aver cercato ogni giorno di migliorare come persona e come giocatrice, per aver creduto di potercela fare, per aver combattuto tanti demoni dentro di me”. “Solo io so quanto sia stato difficile per me”, ha aggiunto Andreeva. “Quanto fossi nervosa durante queste due settimane”, ha ammesso la giovane russa.

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