I big del tennis mondiale contro gli organizzatori dei tornei Slam e la ripartizione dei montepremi. Nell’occhio del ciclone è finito il Roland Garros, Major di Parigi in programma dal 24 maggio al 7 giugno. Il caso è tornato di attualità dopo l’annuncio dell’incremento dei premi per l’edizione 2026 della competizione francese: un aumento del 9,5% rispetto all’anno precedente considerato però troppo limitato rispetto alla crescita globale dei ricavi del torneo, stimata intorno al 14% annuo.
Sabalenka: “Ricavi Slam? Penso che ad un certo punto boicotteremo”
“Penso che a un certo punto boicotteremo. Credo che sia l’unico modo per lottare per i nostri diritti“, ha detto la bielorussa Aryna Sabalenka, numero uno al mondo Wta.
“Vediamo fin dove possiamo arrivare e se ci vorrà un boicottaggio da parte delle giocatrici. Ma penso che a un certo punto si arriverà a questo. Credo che oggigiorno noi ragazze possiamo facilmente unirci e protestare perché alcune cose mi sembrano davvero ingiuste nei confronti delle giocatrici. Penso che a un certo punto si arriverà a questo. Mi sembra che lo spettacolo sia a carico nostro. Ho la sensazione che senza di noi non ci sarebbe il torneo e non ci sarebbe questo spettacolo. Credo che meritiamo assolutamente una percentuale maggiore“, ha spiegato la fuoriclasse di Minsk.
Swiatek: “E’ un problema ma boicottare è una scelta estrema”
“Il montepremi del Roland Garros? Siamo stati abbastanza ragionevoli nella nostra proposta e nell’ottenere una giusta quota di ricavi. Credo che l’aumento del montepremi non sia esattamente quello che volevamo, vista la percentuale dei ricavi”, ha affermato la polacca Iga Swiatek. “Credo che la cosa più importante, onestamente, sia avere una comunicazione e un dialogo costruttivi con gli organi di governo, in modo da avere spazio per parlare e magari negoziare. Spero che prima del Roland Garros ci sia l’opportunità di organizzare questo tipo di incontri e vedremo come andranno”, ha detto ancora la numero tre del mondo.
“Boicottare i tornei? Si tratta di diverse situazioni verificatesi negli ultimi anni. Ci sono state molte discussioni nel gruppo dei primi 20, non specificamente legate ai premi in denaro, ma anche alla guerra in Ucraina. A volte, dopo il Covid c’è stata un po’ di confusione riguardo alle classifiche, ai premi in denaro e ai punti. Credo che abbiamo una buona comunicazione tra di noi. A volte, se si tratta di un argomento importante, siamo pronti a parlarne insieme. Ma boicottare il torneo è una situazione un po’ estrema. Non so. Credo che noi giocatori siamo qui per giocare individualmente e per competere gli uni contro gli altri”, ha aggiunto.

