Olimpiadi 2026, squalificato Vladyslav Heraskevych per il casco con i volti delle vittime ucraine

Olimpiadi 2026, squalificato Vladyslav Heraskevych per il casco con i volti delle vittime ucraine
Lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Secondo il Cio violerebbe l’articolo 50 della Carta Olimpica, che proibisce, in gara, gesti di natura politica

Vladyslav Heraskevych è stato squalificato dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Dopo giorni di disputa, il Cio ha dunque preso la decisione di estromettere Heraskevych dalla competizione, dopo che la decisione dello skeletonista di continuare a indossare il casco che commemora le vittime ucraine dell’invasione russa.

Cos’è successo

Vladyslav Heraskevych, durante le prove ufficiali di martedì e mercoledì, aveva indossato un casco che ricorda 21 atlete e atleti ucraini uccisi dopo l’invasione russa del suo Paese. Il Comitato olimpico gli aveva vietato di usarlo anche nella gara di oggi, ma Heraskevych non ha fatto alcun passo indietro. Quella di decorare il proprio casco è una pratica comune tra gli atleti dello skeleton, ma in questo caso è stato giudicato una violazione dell’articolo 50 della Carta Olimpica, che proibisce, in gara, gesti di natura politica. Heraskevych ha sempre sostenuto che il suo casco non violasse alcuna regola, non contenendo messaggi politici ma il ricordo di atleti uccisi “che in larga parte facevano parte della famiglia olimpica”. Una scelta sostenuta anche dalla sua connazionale slittinista Olena Smaha, che martedì, dopo aver chiuso la sua gara, ha mostrato la scritta sul suo guanto “Ricordare non è una violazione“, e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva lo elogiato e ringraziato.

Non è la prima volta che Heraskevych si schiera apertamente contro l’invasione russa, addirittura prima che accadesse. Alle Olimpiadi di Pechino del 2022 aveva mostrato un cartello con la scritta “No alla guerra in Ucraina“. Solo quattro giorni dopo la fine di quell’edizione, la Russia invase il suo Paese.

Heraskevych: “Provo un senso di vuoto, farò ricorso al Tas”

Ho un senso di vuoto. Di certo non abbiamo trovato un punto d’incontro con il Comitato Olimpico Internazionale. Difficile esprimere a parole il mio sentimento“. Sono state le parole di Heraskevych dopo la squalifica. “Vedo grandi incongruenze nelle decisioni, nella formulazione, nelle conferenze stampa del Cio, e credo che il problema più grande sia proprio l’incoerenza – ha proseguito – Inoltre, ciò che è doloroso è che sembra discriminazione, perché gli atleti si stavano già esprimendo. Il pattinatore artistico statunitense, il freeskier canadese e l’atleta israeliano di skeleton, qui presente oggi, non hanno dovuto affrontare le stesse cose. Quindi, all’improvviso, solo un atleta ucraino in queste Olimpiadi verrà squalificato per questo casco, che non viola alcuna regola”. Heraskevych è intenzionato a fare ricorso: “Credo che dobbiamo continuare a lottare per i nostri diritti. Vi ho detto fin dal primo giorno che non sono d’accordo con ciò che il Cio ci dice, quindi probabilmente presenteremo un ricorso al Tas e difenderemo i nostri diritti”.

Heraskevych ha chiesto che le immagini dei suoi allenamenti con il casco commemorativo vengano mostrate in tv: “Vi invito a trasmetterlo dopo la fine delle gare, dopo che gli altri hanno avuto il loro momento, dopo l’ultima discesa. Trasmettete il mio ultimo allenamento solo per onorare gli atleti ritratti su questo casco”. “Il Comitato Olimpico Internazionale ha distrutto i nostri sogni. Non è giusto”, è stato invece il commento di Mykhailo Heraskevych, allenatore e padre dell’atleta di skeleton.

Ucraina: “Squalifica Heraskevych sarà vergogna Cio per generazioni”

“Il Cio non ha squalificato l’atleta ucraino, ma la propria reputazione. Le generazioni future ricorderanno questo episodio come un momento di vergogna“. Lo scrive su X il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha. “Voleva semplicemente commemorare i colleghi atleti uccisi in guerra. Non c’è nulla di sbagliato in questo, secondo nessuna regola o principio etico. Il Cio ha intimidito, mancato di rispetto e persino rimproverato il nostro atleta e altri ucraini, dicendo loro che avrebbero dovuto tacere su ‘uno dei 130 conflitti in corso nel mondo’. Il Cio ha anche sistematicamente fallito nel confrontarsi con il più grande violatore dello sport internazionale e della Carta Olimpica: la Russia”, ha aggiunto Sybiha. 

Ministro sport ucraino: “Esclusione una vergogna, faremo ricorso”

L’esclusione di Vladyslav Heraskevych dai Giochi di Milano Cortina “è ovviamente una vergogna e una decisione ingiusta. Il nostro atleta non ha violato le regole, era solo una commemorazione che lui riteneva giusto fare. Ovviamente faremo ricorso, ma tutto il popolo ucraino supporta Vladyslav e per il popolo ucraino ha già vinto, tutti lo supportiamo“. Lo ha detto Matvii Bidnyi, ministro dello Sport di Kiev a Milano. Bidnyi, rispondendo a chi gli chiedeva se avesse sentito l’atleta e quale fosse il suo umore ha detto: “Per i cittadini ucraini non esiste una condizione di buon umore. Abbiamo perso molte vite per essere qui ed è proprio questo che Vladislav vuole dire, che tutte queste persone su quel casco si sono state uccise in questa guerra. E noi possiamo essere qui solo perché i nostri militari muoiono ogni giorno. Quindi è importante esserne consapevoli quando si prende questa decisione, parleremo con loro. Vladyslav ovviamente, non è dell’umore migliore”. 

Coventry: “Nessuno è in disaccordo con Heraskevych, ma ci sono delle regole”

“Credo che nessuno sia in disaccordo con il suo messaggio, stamattina so che ha condiviso un post e ne abbiamo parlato”, ha commentato la presidente del Cio Kirsty Coventry . “Non si tratta di messaggi, si tratta di regole e regolamenti – ha proseguito – In questo caso, durante la gara, dobbiamo essere in grado di mantenere un ambiente sicuro per tutti. E purtroppo questo significa che non sono ammessi messaggi”.

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