Danilo Gallinari, a 37 anni, annuncia in un lungo post su Instagram il ritiro dal basket giocato. “Oggi, con il cuore colmo di gratitudine, annuncio il mio ritiro da una carriera che ho sempre sognato. Una carriera costruita attraverso duro lavoro, sacrifici, vittorie, sconfitte, compagni di squadra che sono diventati fratelli, la guida dei miei allenatori e, naturalmente, la famiglia e gli amici che mi sono stati accanto in ogni fase del percorso”, si legge nel post.
“È stato un viaggio incredibile, ricco di innumerevoli ricordi che porterò con me per il resto della mia vita. A chi ha creduto in me, a tutti coloro che mi hanno sostenuto e a chi ha condiviso ogni momento con me: grazie, dal profondo del mio cuore. Non vedo l’ora di iniziare il prossimo capitolo”, conclude l’ala azzurra che con la nazionale italiana ha partecipato ai campionati europei 2011, 2015 e 2025, ai campionati mondiali del 2019 e ai Giochi di Tokyo 2020. Dal 2008 al 2024 ha giocato in Nba con i New York Knicks, i Denver Nuggets, i Los Angeles Clippers, gli Oklahoma City Thunder, gli Atlanta Hawks, i Boston Celtics, i Washington Wizards, i Detroit Pistons e i Milwaukee Bucks.
La carriera strepitosa dell’icona azzurra, 17 anni in Nba
Nessuno come lui, per versatilità, doti realizzative e precisione nel tiro da tre punti. Ma soprattutto per quello spirito combattivo e resilienza, qualità innate che gli hanno permesso di rimanere a livelli altissimi per quasi due decenni ed essere considerato un vero pioniere azzurro in Nba superando diversi infortuni che gli hanno condizionato stagioni e bruciato sogni.
Danilo ‘Gallo’ Gallinari si sfila le scarpe da atleta e si toglie la canottiera. A 37 anni il talento di Sant’Angelo Lodigiano, universalmente riconosciuto come uno dei migliori cestisti italiani di sempre, ha deciso che è il momento di farsi da parte e uscire dal campo. Primo italiano a superare i 10.000 e gli 11.000 punti in carriera in regular season Nba, ha giocato dal 2008, quando venne selezionato nel draft come sesta scelta assoluta dai New York Knicks, al 2024 in otto diverse franchigie. Dopo i Knicks, è passato ai Denver Nuggets, per poi giocare nei Los Angeles Clippers, Oklahoma City Thunder, Atlanta Hawks, Washington Wizards, Detroit Pistons e chiudere ai Milwaukee Bucks. Ha rappresentato l’Italia per molti anni, totalizzando 83 presenze e 1.129 punti prima di annunciare, pochi mesi fa, l’addio alla Nazionale nel 2025. Per questo atleta che ha girato gli States in lungo e in largo un solo titolo in bacheca conquistato fuori dai confini sia italiani che statunitensi e arrivato proprio a fine carriera. Lo scorso agosto vinse lo ‘scudetto’ giocando per i Vaqueros de Bayamon a Porto Rico. Un inno finale alla gioia.
Una vita sul parquet
Esploso nell’Olimpia Milano dove chiuse la stagione 2006-2007 conquistando il premio come miglior giocatore U22 del campionato, fece il grande salto l’anno dopo quando in Eurolega chiuse la stagione europea con 14,9 punti di media a partita, diventando il miglior realizzatore dell’Olimpia Milano e tra i primi tre nelle classifiche di rimbalzi, palle recuperate e stoppate della formazione biancorossa.
L’avventura in Nba non fu all’inizio facile. Fischiato dal pubblico di casa presente al Madison Square Garden, nella sua prima conferenza stampa da giocatore dei Knicks dichiarò: “Toccherà a me guadagnarmi gli applausi. Sono contentissimo. New York mi ricorda Milano, questa per me è la soluzione migliore”.
Unico giocatore non statunitense scelto tra i primi diciannove rookie scelse l’8 come numero di maglia, che aveva sempre avuto nelle sue esperienze passate e che considera il proprio numero fortunato, essendo nato l’8/8/1988.
Il suo sogno era vincere in America, entrare nella Hall of Fame dei più forti e poi, se le gambe avessero retto, chiudere la carriera nella sua Olimpia. E’ andato in un altro modo ma per Gallinari non ci sono rimpianti: “Annuncio il mio ritiro da una carriera che ho sempre sognato, costruita attraverso duro lavoro, sacrifici, vittorie, sconfitte, compagni di squadra che sono diventati fratelli, la guida dei miei allenatori e, naturalmente, la famiglia e gli amici che mi sono stati accanto in ogni fase del percorso”, ha scritto nel suo lungo post parlando di un viaggio incredibile, ricco di innumerevoli ricordi che porterò con me per il resto della mia vita”. Per ‘Gallo’ è un nuovo giorno per iniziare un prossimo capitolo “e non vedo l’ora”.
Il padre: “Triste non vederlo più in campo ma era il momento giusto”
“È un momento triste, sapendo di non poterlo più rivedere in campo. Ma al tempo stesso deve essere contento e orgoglioso di tutto quello che ha fatto nella sua carriera, nonostante sia stato massacrato dagli infortuni. Sono contento per lui, perché alla fine è riuscito a togliersi l’ultima soddisfazione vincendo il campionato in Porto Rico”. Così Vittorio Gallinari, ospite di ‘Tempi Supplementari’ su Rai Radio 1 Sport, sul ritiro dal basket giocato di suo figlio Danilo. “Tutti i problemi fisici lo hanno portato a prendere questa decisione – ha aggiunto il papà di Gallinari – non è stato facile, perché il basket è una passione di famiglia, Danilo gioca da quando aveva 5 anni. Decidere di smettere non è mai facile, ma il fisico non gli permetteva più di andare avanti. Era il momento giusto per chiudere una parentesi bellissima della sua e della nostra vita”.
“Ho ricordi bellissimi – ha poi aggiunto – da quando è stato scelto al draft con la numero 6 alle prime partite in Nba, la gara da tre punti all’All star game, ma anche le prime partite con Milano e in Nazionale. Resistere 16 anni in Nba non è facile. È stato bravo a stare in un mondo che ti assale e ti tritura, dove tutto corre velocemente. Rimpianto per non aver chiuso la carriera a Milano? Purtroppo il fisico non gli ha permesso di farlo, anche lui aveva pensato a un ultimo anno a Milano, ma in altre condizioni fisiche. Sarebbe stato bello, ma ha preferito lasciare un ricordo diverso”. Vittorio Gallinari conclude affermando che “a me piace ricordarlo da piccolo, con queste gambe lunghissime sui campetti della provincia di Lodi con l’attenzione di tutti i genitori che lo vedevano giocare con quelli più grandi. Mi piace ricordare questo ragazzino magro, alto, con i pantaloncini enormi, che gioca coi più grandi. Un ricordo che rimarrà per sempre nella mia testa – ha concluso – Il futuro di Danilo? Si prenderà una pausa di riflessione per decidere cosa fare. Non penso resterà nel mondo della pallacanestro. Ha tante proposte, le valuterà pian piano e poi deciderà cosa fare”.

