Marcell Jacobs torna a parlare del suo futuro dopo l’intervista rilasciata a La Stampa in cui ha ammesso di avere scarse motivazioni. “È una fase riflessiva, quella più importante, in cui magari si hanno meno motivazioni e bisogna solo cercare di fare quello scatto, più alla testa che al corpo, per fare in modo di ricominciare questo percorso”, ha detto il campione olimpico di Tokyo 2020 parlando con i giornalisti a margine di un evento a Milano.
“Nella vita credo ci siano tantissime fasi, arrivano momenti in cui bisogna prendere delle decisioni, l’importante è non mollare mai su quello che è il proprio obiettivo e i propri sogni. Questo è fondamentale. Quando al proprio fianco si hanno persone che ti motivano e credono in te e ti supportano in tutte le tue decisioni è ovviamente più facile, è normale che io non devo focalizzarmi sull’esterno ma su quello che voglio io. Non è sempre facile cercare di isolarsi e pensare solo a se stessi senza guardare quello che arriva dall’esterno, devo ricercare quella scintilla ma dentro di me, non dagli altri”, ha aggiunto il 31enne nato a El Paso.
Le parole di Marcell Jacobs e la replica di Stefano Mei
“Sono successe troppe cose che mi hanno fatto perdere la scintilla. Fatico a tenerla accesa“. “Non sento il richiamo della pista e mi preoccupa. Se vado avanti, non è solo per vincere gli Europei: è per tirare dritto fino a Los Angeles 2028, ma senza entusiasmo è inutile”. Queste le parole di Jacobs a La Stampa che hanno fatto spaventare i tifosi e hanno sorpreso Stefano Mei, presidente della Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera con cui il velocista sembra essere ai ferri corti.
“Sono stupito. Da presidente della federazione e primo tifoso dell’atletica sono preoccupato perché gli manca la scintilla, tutto il resto mi tange poco, ma il fatto che lui dica all’8 dicembre che gli manca la scintilla non è un bel lavoro. Vero che lui pone come obiettivo Los Angeles però il tempo passa e non aspetta. Io sono preoccupato solo di quello, spero gli torni presto”, ha detto a LaPresse il numero uno della Federazione.

