Partenza e arrivo nella maestosità di piazza Duomo, passando per Lungarno, Ponte Vecchio, il parco delle Cascine

Partenza e arrivo nella maestosità di piazza Duomo, passando per Lungarno, Ponte Vecchio, il parco delle Cascine. È tutto pronto per la 38sima edizione della Firenze marathon, che domattina vedrà al via alle 8.30 oltre 7.500 runners per una delle gare più amate dello Stivale. Aumentano gli stranieri, circa il 33%, e le donne, il 26% delle iscrizioni. “In genere sono proprio le atlete ad avere buoni risultati qui, ottengono il loro primato personale, come la maggior parte degli amatori con una adeguata preparazione”, dice a LaPresse Fulvio Massini, maratoneta, allenatore, tra i fondatori della gara fiorentina di cui è da sempre il direttore tecnico. “Il percorso è molto veloce, diciamo per il 95%: rallenta dal 36-37simo chilometro perché c’è qualche curva”, ci spiega.
 
Si parte sotto la splendida Santa Maria in Fiore: “all’inizio si corre lungo i viali di circomvallazione realizzati dall’architetto Giuseppe Poggi quando Firenze era capitale d’Italia”, racconta Massini. Da qui si va verso Fortezza Da Basso e poi al parco delle Cascine, da cui si esce intorno al quindicesimo km “e qui si passa sotto un ponte, c’è una leggerissima discesa e un altrettanto leggerissima salita”. Si corre poi sull’Oltrarno costeggiando San Frediano, dopo piazza Pitti “inizia la parte superbella del percorso perché si attraversano tre ponti, ponte Vecchio, Ponte alle Grazie e Ponte San Niccolò. Ci sono dei piccoli dossi ma il percorso è sostanzialmente piatto e fin qui senza sanpietrini, solo dei lastroni su ponte vecchio che ritroviamo in piazza Santacroce”, assicura il coach. Si torna sul Lungarno e sui viali di circonvallazione, “qui il percorso è largo e diritto, attenti a non andare troppo forte”, è la raccomandazione. Si arriva nella zona di Campo di Marte, “e qui c’è un passaggio molto caratteristico perché si attraversa la pista dello stadio di Atletica”. Attenzione invece, poco dopo, alla salita di 150 metri del cavalcavia dell’Affrico, “la mia raccomandazione è sempre di fare passi corti, lasciarsi superare e non forzare per non rischiare crampi”, dice Massini. Dopo la discesa di altrettanti 150 metri ci si dirige verso Borgo La Croce, cuore della movida fiorentina, per poi tornare verso piazza Duomo: “si prendono via dei Servi, via Pucci e ci sono delle curve, ma attenzione a non tagliare salendo sui marciapiedi, che a quel punto si è stanchi e si rischiano storte”, è il consiglio. Si torna verso il Lungarno, poi piazza Ognissanti, via Tornabuoni, piazza Santa Trinità: a piazza Signoria “è il momento di cercare di riprendere quelli che abbiamo davanti, a meno di non essere i primi”, imboccando dritto via Calzaiuoli che è la dirittura d’arrivo prima di tornare in piazza Duomo e tagliare il traguardo in piazza San Giovanni.
 
Domenica ci saranno tra i 9 e i 13 gradi e ci sarà il sole, sfatiamo il mito che a Firenze piove sempre: in 38 anni è successo solo tre volte! Ci sono le condizioni ideali per fare la propria gara migliore”, assicura Massini, che spera anche nel record maschile del percorso: quello attuale, 2 ore 8 minuti e 40 secondi, è del kenyano James Kutto e regge dal 2006, “abbiamo diversi atleti che domenica posson fare meglio, mentre quello femminile è più difficile, bisogna battere quello dell’israeliana Lonah Chemtai Salpeter che nel 2018 ha chiuso in due ore, 24 minuti e 16 secondi”.

Un percorso suggestivo, ricco di storia e di arte: eppure la maratona di Firenze, come le altre principali italiane, sono ben lontane dai numeri di città come Parigi, Londra, New York. “A Firenze ‘pesa’ la coincidenza con la festività del Thanksgiving, che cade nella stessa settimana e tiene lontani gli americani”, osserva Massini. “Anche la limitazione di presentare un certificato sportivo agonistico tiene lontani molti stranieri: certo, è richiesto anche in Francia, ma dai riscontri che abbiamo vediamo che comunque è un deterrente”. Un altro fattore che scoraggia i grandi numeri, per l’allenatore, è che in Italia c’è una maratona praticamente ogni settimana: “se invece di farne sessanta l’anno ci concentrassimo su pochi eventi avremmo numeri superiori. Ma in generale bisognerebbe che le amministrazioni locali prestassero più attenzione agli eventi sportivi, la nostra maratona genera un’indotto da 1,3 milioni di euro, bisognerebbe cercare di promuovere questi eventi, creare sinergie con gli anti del turismo per fare qualcosa di importante. È un peccato che a Firenze solo il 30% di iscritti siano stranieri, dovrebbero essere almeno il 50%“.

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