La fragilità fisica (e psicologica?) dello sprinter di Desenzano del Garda è costata cara agli azzurri, che con tre quarti di staffetta inedita (l'unico reduce dal Giappone, Lorenzo Patta, ha aperto il gara) sono usciti di scena con un modesto 39"02, quattro centesimi di troppo rispetto al tempo della Turchia

C’era una volta la staffetta che incantava a Tokyo e con un sontuoso 37″50 si prendeva l’oro a cinque cerchi. Un anno più tardi, la magia è svanita e il quartetto si è sfaldato, a cominciare dal vagone più veloce, quel Marcell Jacobs nuovamente fermato da guai fisici. Dopo l’eliminazione in batteria ai Mondiali di Eugene, la storia si ripete, questa volta nel cortile di casa del vecchio continente. Un’aggravante, se si considera il livello degli avversari e la voglia di rivalsa in seguito al flop americano. Il fatto che l’esclusione sia maturata in modo beffardo, con il ricorso della Turchia che ha gareggiato da sola a sessione chiusa tagliando fuori gli azzurri, che si erano qualificati inizialmente con l’ultimo tempo utile per il ripescaggio, non costituisce un alibi. Al pari dell’indisponibilità di Filippo Tortu, impegnato nella finale nei 200, e di Fausto Desalu, reduce dalle fatiche di batteria e semifinali nel mezzo giro di pista.

Atletica, campionati europei 2022 a Monaco di Baviera

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Senza metà della staffetta olimpica, toccava a Marcell Jacobs prender per mano l’Italia e condurla in finale. Invece il neo campione europeo dei 100 metri si è fermato di nuovo, poco prima di disputare la batteria, per un fastidio sotto il ginocchio della gamba sinistra, la stessa che lo ha condizionato nella finale di martedì. La fragilità fisica (e psicologica?) dello sprinter di Desenzano del Garda è costata cara agli azzurri, che con tre quarti di staffetta inedita (l’unico reduce dal Giappone, Lorenzo Patta, ha aperto il gara) sono usciti di scena con un modesto 39″02, quattro centesimi di troppo rispetto al tempo della Turchia, che ha presentato ricorso per esser stata danneggiata dalla Finlandia nel corso di un cambio durante la batteria e, con il crono di 38″98 realizzato in solitaria, è stata ripescata.

La gioia iniziale della staffetta e di Wanderson Polanco, l’uomo chiamato a sostituire il campione olimpico all’ultimo momento, ha avuto vita breve. “Io ero pronto, mi sono preparato come se dovessi correre. Non c’è stato alcun problema – aveva raccontato a caldo l’atleta classe 1997, autore di un buon cambio con Matteo Melluzzo, a differenza del passaggio di testimone difficoltoso tra quest’ultimo e Chituru Ali, il cui allungo sul rettilineo finale ha prodotto un quinto posto – Io ho fatto quello che dovevo fare, ho commesso qualche errore. Se dovessi correre di nuovo in finale andrà molto meglio”. Invece, domenica, al via non ci sarà nessun azzurro. Resta solo un grosso punto interrogativo sulla natura degli acciacchi di Jacobs.

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