L'Italia della ginnastica vince la prova a squadre femminile agli Europei, a 16 anni dal trionfo di Volos nel 2006 (con Vanessa Ferrari). Asia e Alice D'Amato, Martina Maggio, Giorgia Villa e Angela Andreoli - presente come riserva - staccano la Gran Bretagna fin dalla prova nel volteggio

In sottofondo, al momento del trionfo, in un Olympiahalle gremito, risuonano le note di ‘Gloria’ di Umberto Tozzi. Un istante che le Fate ricorderanno a lungo, tra gioia e sorrisi, abbracci e commozione. L’Italia della ginnastica vince la prova a squadre femminile agli Europei, a 16 anni dal trionfo di Volos nel 2006 (con Vanessa Ferrari), in una gara capolavoro, senza sbavature, dove tutto ha funzionato alla perfezione. Il fascino delle Fate contagia chiunque, anche il pubblico tedesco che ‘spinge’ la Germania sul terzo gradino del podio ma applaude le azzurre appena Mameli fa capolino nell’arena di Monaco, la stessa che 50 anni fa ha ospitato i Giochi Olimpici del 1972. Asia e Alice D’Amato, Martina Maggio, Giorgia Villa e Angela Andreoli – presente come riserva – staccano la Gran Bretagna fin dalla prova nel volteggio, in teoria favorevole alle britanniche, alla fine argento. Le Fate scavano un solco inavvicinabile tra le parallele e la trave, presentandosi alla quarta rotazione con un vantaggio incolmabile. Il corpo libero diventa così una semplice passerella, per un punteggio finale di 165.163 punti che incorona le nuove campionesse europee. “Oggi siamo meritatamente campioni d’Europa perché siamo stati migliori degli altri – ha raccontato con orgoglio il direttore tecnico della nazionale femminile Enrico Casella -, 165 punti è qualcosa di veramente importante. Anche se ci fosse stata la Russia avrebbe dovuto farli, e non è detto che ci riesca, non è scontato per nessuna squadra al mondo”. Le azzurre, che si allenano tutte insieme a Brescia (anche il gruppo sportivo è lo stesso, a parte Andreoli fanno tutte parte delle Fiamme Oro) si godono il trionfo, senza eccessi, perché sono pronte a incantare ancora nelle finali degli attrezzi di domenica. Finora la ginnastica ha portato in dote tre medaglie, due ori e un bronzo. Ma l’Italia non vuole fermarsi qui, perché l’oro continentale non cancella l’amarezza per il quarto posto di Tokyo 2020. Che nessuna di loro ha dimenticato. “La medaglia olimpica è sempre la medaglia olimpica, ci stiamo riscattando vincendo queste medaglie – ha ricordato Asia D’Amato, oro nell’all around giovedì con Maggio sul terzo gradino del podio -. Vogliamo arrivare più preparate possibili a Parigi e prenderci quello che ci spetta, ovvero la medaglia mancata a Tokyo”. Chiamatele Fate affamate. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata