Di Andrea Capello – Coverciano (Firenze), 15 apr. (LaPresse) – Tutti convocabili per il Brasile ma chi sbaglia resterà sicuramente a casa. E’ il messaggio del Commissario Tecnico dell’Italia, Cesare Prandelli, lanciato ai 42 Azzurri convocati a Coverciano per la due giorni di test di valutazione funzionale in previsione dei Mondiali in Brasile. Allo staff tecnico della Nazionale servirà qualche giorno per valutare il lavoro svolto. In ogni caso il Ct mostra grande serenità: “Dopo questa due giorni di test la sensazione è buona”, spiega puntualizzando che i dati dovranno essere: “analizzati e confrontati con quelli che avevamo”. “Conosco il carattere dei miei giocatori e ringrazio le società (che avranno a disposizione i test dei loro tesserati, ndr) per la disponibilità – prosegue – In questi due giorni abbiamo fatto un lavoro indispensabile per capire la condizione dei giocatori e per poter pensare ad una preparazione specifica”.
“Ho trovato tutti i ragazzi con la voglia di mettere in difficoltà le nostre scelte – argomenta ancora Prandelli – Per noi questi sono i migliori che potevamo scegliere, sono già nel meccanismo pre-mondiale. Gli ho parlato stamane dicendogli che, fino a fine campionato, tutti si giocheranno la possibilità di essere nei 23”. Chance praticamente nulle invece per gli esclusi eccellenti, da Totti a Toni passando per Di Natale: “In linea di massima i papabili sono questi poi se ci sono emergenze valuteremo”, dice senza troppi giri di parole. Ancora più netta la chiusura per chi, nell’ultimo mese di campionato, si macchierà di atteggiamenti non congrui al ruolo di ambasciatore del calcio italiano. “Il codice etico resta in vigore – spiega – Chi sbaglia resta a casa perché vuol dire che non sa reggere la pressione”. “I giocatori della Nazionale devono avere grande forza interiore – aggiunge – sono stanco e stufo di vedere questi atteggiamenti”.
Riguardo alla preparazione per il mondiale Prandelli ribadisce che “sarà impostata per superare il girone” ma, allo stesso tempo, “e’ chiaro che lavoreremo per arrivare fino in fondo. Non commetteremo l’errore degli Europei di pensare gara dopo gara. Non si tratta di realismo ma di fare le cose con la giusta attenzione. L’esperienza della Confederations Cup ha fatto capire ai giocatori che devono arrivare preparati dal punto di vista atletico e lavoreremo in funzione di questo obiettivo”. Il commissario tecnico indica nella qualità del centrocampo la possibile arma in più degli Azzurri. I dubbi più grandi riguardano invece l’attacco dove da Rossi a Cassano passando per Immobile e Destro, sono tanti i pretendenti ad una maglia. Riguardo al gioiellino della Fiorentina, attualmente ai box per infortunio, la cautela resta d’obbligo: “non dobbiamo mettergli troppa pressione, deve recuperare con tranquillità – dice – dobbiamo solo aspettarlo in campo e poi valutare. Non sarebbe serio dire altro. Siamo suoi tifosi anche noi ma dobbiamo aspettare prima di tutto il suo recupero fisico e psicologico”.
Se Cassano “se la giocherà come tutti gli altri” per quanto riguarda la coppia Destro-Immobile il commissario tecnico si dice felice di aver “provocato” i giovani: “Così si sono svegliati – dice – hanno iniziato a crescere ed a non aver paura di diventare grandi”. “Se questo mi ha portato dei dubbi? Mi auguro di averne ancora tanti da qui a fine maggio”. E chi non ce la farà per il Brasile sarà comunque in pole position per il successivo Europeo, visto il prolungamento del contratto di Prandelli e del suo progetto a lunga scadenza perché: “Il fatto che la Figc proponga un contratto ad uno staff prima del Mondiale è un segnale che, in un calcio italiano così schizofrenico, deve essere colto”.

