Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 una nuova polemica ‘televisiva’. Il Pd protesta contro la sigla Rai dei Giochi, in cui compare l’Uomo Vitruviano di Leonardo con genitali cancellati. “Nella sigla Rai dei Giochi Olimpici di Milano Cortina l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci è stato manomesso e censurato, con l’eliminazione dei genitali presenti nell’opera originale. Siamo di fronte a una scelta incomprensibile e inaccettabile: davvero la Rai arriva a modificare Leonardo?”. Se lo chiede Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera.
“È possibile che il direttore di Rai sport Petrecca autorizzi ogni giorno la messa in onda di una versione alterata di uno dei simboli universali dell’arte rinascimentale? – prosegue – La Rai, che un tempo era considerata la più importante azienda culturale del Paese, non può ridursi a intervenire su un capolavoro che appartiene al patrimonio mondiale. Alterare l’arte significa umiliarla, impoverirla, non certo tutelarla. Il servizio pubblico ha il dovere di valorizzare la nostra storia e la nostra identità, non di riscriverle per eccesso di prudenza o per interpretazioni burocratiche dei regolamenti. Chiediamo alla Rai di chiarire immediatamente le ragioni di questa decisione. E chiediamo al Governo, a partire dalla Presidente Meloni, di porre fine a queste continue gaffe che danneggiano la credibilità culturale dell’Italia. Il Ministro Giuli davvero non ha nulla da dire davanti a questo sfregio al patrimonio culturale? Non possiamo presentarci al mondo censurando Leonardo proprio durante le Olimpiadi”.
Dai dem interrogazione a Giuli
I deputati del Partito Democratico della Commissione Cultura della Camera hanno predisposto un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “per fare piena luce sull’utilizzo dell’immagine dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nella sigla delle Olimpiadi trasmessa dalla Rai.
L’interrogazione chiede di sapere se la Rai sia stata formalmente autorizzata all’uso dell’immagine e se, nell’ambito di tale eventuale autorizzazione, la Direzione dei Musei Reali di Torino – che detiene la responsabilità e la tutela di questa straordinaria opera, capolavoro assoluto e patrimonio dell’umanità – abbia consentito modifiche o alterazioni dell’immagine originale”.
“L’Uomo Vitruviano -viene rimarcato in una nota- non è un’immagine qualunque: è uno dei simboli più alti dell’arte e dell’ingegno italiani, sottoposto a precise norme di tutela e a procedure rigorose per la riproduzione e l’utilizzo, anche a fini televisivi e promozionali. Per questo riteniamo necessario chiarire se tutte le procedure previste dalla legge siano state rispettate.
È compito del Ministro Giuli rispondere con puntualità e trasparenza. Occorre capire se ci troviamo di fronte a una svista del Ministero, che non avrebbe adeguatamente monitorato l’utilizzo delle immagini relative al nostro patrimonio culturale, oppure se la Rai abbia violato le normali procedure che prevedono la richiesta e l’autorizzazione preventiva per l’impiego di opere di tale rilevanza. Lo sfregio é evidente, qualcuno ha sicuramente sbagliato.
La tutela del patrimonio culturale non può essere considerata un aspetto secondario o formale. È una responsabilità istituzionale che riguarda il rispetto delle regole, delle competenze e del valore universale delle nostre opere d’arte”.
La replica della Rai: “Sigla e pacchetto grafico internazionale”
“In merito alle dichiarazioni diffuse oggi circa una presunta “censura” da parte di Rai, addirittura dell’Uomo Vitruviano nella sigla dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, Rai si trova costretta a evidenziare l’ennesima polemica pretestuosa che coinvolge impropriamente il Servizio Pubblico”. Così la Rai in una nota, in cui spiega che “si tratta dell’ennesima fake news, analoga a quella che ha riguardato una presunta censura dell’artista Ghali durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi: anche in quell’occasione la regia e la produzione internazionale erano affidate a OBS – Olympic Broadcasting Services – e non alla Rai, che si è limitata a trasmettere il segnale ufficiale senza alcuna possibilità di intervento o modifica. La sigla e l’intero pacchetto grafico dei Giochi non sono realizzati dalla Rai. Si tratta di contenuti prodotti e distribuiti da OBS – Olympic Broadcasting Services, l’organismo ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale responsabile della produzione audiovisiva delle Olimpiadi. Il medesimo pacchetto grafico viene fornito in modo identico a tutte le emittenti detentrici dei diritti nel mondo, che sono obbligate a trasmetterlo secondo standard internazionali condivisi. Rai, come ogni altro broadcaster, non può modificare in alcun modo tali contenuti. Attribuire alla Rai scelte creative o grafiche che non le competono significa cercare pretesti per alimentare una narrazione distorta e strumentale, che rischia di generare confusione nell’opinione pubblica su dinamiche produttive chiare e regolamentate a livello internazionale. La Rai, nel suo ruolo di Servizio Pubblico, continuerà a raccontare le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 con professionalità, rigore e rispetto per il patrimonio culturale del Paese”.

