"Un italiano capace di unire il Paese come pochi". Lo ricorda così il premier Mario Draghi definendolo "maestro della divulgazione scientifica, capace di entrare nelle case di generazioni di italiani con intelligenza, garbo, simpatia"

Il mondo della cultura e quello della politica piangono Piero Angela. L’annuncio della morte del più grande divulgatore scientifico del Paese lo ha dato il figlio Alberto su Twitter con le parole “buon viaggio papà”.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha dichiarato di provare un “grande dolore per la morte di Piero Angela, intellettuale raffinato, giornalista e scrittore che ha segnato in misura indimenticabile la storia della televisione in Italia, avvicinando fasce sempre più ampie di pubblico al mondo della cultura e della scienza, promuovendone la diffusione in modo autorevole e coinvolgente”. Per il Presidente della Repubblica “scompare un grande italiano cui la Repubblica è riconoscente” ha detto ricordando come l’autore di Superquark fosse stato nominato dal Quirinale ‘Cavaliere di Gran Croce’ nell’aprile 2021. Piero Angela raccontò poi di aver detto proprio in quella occasione al capo dello Stato: “deve ricandidarsi, serve il bis”. Mesi e mesi prima che il dibattito sul secondo mandato per Mattarella diventasse argomento di discussione.

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“Un italiano capace di unire il Paese come pochi”. Lo ricorda così il premier Mario Draghi definendolo “maestro della divulgazione scientifica, capace di entrare nelle case di generazioni di italiani con intelligenza, garbo, simpatia. Le sue trasmissioni e i suoi saggi hanno reso la scienza e il metodo scientifico chiari e fruibili da tutti. Il suo impegno civile contro le pseudoscienze è stato un presidio fondamentale per il bene comune, ha reso l’Italia un Paese migliore”.

Profondo cordoglio per la scomparsa del giornalista è stato espresso dai vertici Rai. “Manteneva intatta la curiosità di un bambino che scopre il mondo – fanno sapere da viale Mazzini in una nota congiunta la presidente, Marinella Soldi, e l’ad Carlo Fuortes -.Al suo entusiasmo per la conoscenza e per la scoperta la Rai e l’Italia intera devono molto” per aver mostrato al Paese “un uso alto e insieme popolare del mezzo televisivo, realizzando un modello esemplare di servizio pubblico”. “Era amatissimo in azienda – concludono i vertici della Tv pubblica – per professionalità e dedizione al lavoro. Sapeva valorizzare il contributo di ognuno, consapevole che la televisione richiede gioco di squadra”. Piero Angela “lascia l’eredità di una persona che ha studiato, che non ha improvvisato” sono le parole che l’amico di una vita, fin da ragazzi, Maurizio Costanzo, rilascia a LaPresse. “Prima i programmi scientifici venivano scartati dai telespettatori, oggi vengono cercati, se c’è Piero Angela o anche Alberto” dice lo storico volto del piccolo schermo. Parole di commiato e condoglianze alla famiglia sono arrivate dalle cariche istituzionali come la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati (“maestro di vita”), il Presidente della Camera, Roberto Fico (“formidabile divulgatore”), ministri, amministratori e politici di ogni schieramento, associazioni professionali dei medici, presidi, esponenti della cultura e artisti. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ne ha sottolineato l’esempio di “informazione chiara, accurata, rigorosa e allo stesso tempo accessibile. Un modello per tutti noi”. La sua amata città – Torino – si è affidata nel ricordo alle parole del sindaco Stefano Lo Russo. “Ha insegnato agli italiani il bello, lo stupore e il rigore della scienza” per diventare “un mito italiano”.

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