Nel 1981 la nascita di 'Quark', poi 'Superquark' e 'Ulisse'. Nel 1989 è stato tra i fondatori del Cicap, associazione per il controllo sulle pseudoscienze, nata per promuovere l'educazione scientifica

È morto Piero Angela: si è spento a 93 anni il più grande divulgatore della storia della televisione italiana, e grande giornalista, mestiere che ha fatto per 70 anni, come ha ricordato nel suo ultimo messaggio ai telespettatori della Rai. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal figlio, Alberto Angela, che segue le sue orme e che ha pubblicato un post su Twitter con una foto del padre e il messaggio “Buon viaggio papà”.

Il giornalista e conduttore aveva anche un’altra grande passione, la musica. Non tutti sanno infatti che era anche un ottimo pianista jazz. Nei primi anni cinquanta formò, insieme con il batterista Franco Mondini, un trio jazz in cui si alternarono vari contrabbassisti. Al trio si aggiunsero spesso solisti di richiamo. Nel 1952, assunto in Rai, cessò l’attività musicale professionistica per dedicarsi al giornalismo.Partì dal Giornale Radio, poi con l’avvento della tv nel 1954 passò al telegiornale, per il quale fu per anni corrispondente dall’estero. Nel 1976 fu il primo conduttore del Tg2. Inviato di guerra, anche in Vietnam, trovò poi nella divulgazione scientifica la sua vera e definitiva strada, realizzando già dalla fine degli anni ’70 programmi di questo tipo fino alla nascita di ‘Quark’, nel 1981. Da lì nacquero tutti i successivi programmi, come tra gli altri ‘Superquark’ e ‘Ulisse’, da cui partì la collaborazione anche con il figlio, Alberto. Angela fu antesignano in molte cose, come ad esempio nella lotta alle fake news: nel 1989 è stato infatti tra i fondatori del Cicap, associazione per il controllo sulle pseudoscienze, nata per promuovere l’educazione scientifica e lo spirito critico, e per indagare sull’effettiva esistenza dei presunti fenomeni paranormali. La sua carriera, tutta vissuta in Rai, “è stata un’avventura straordinaria – scrive ancora nel suo messaggio di commiato – vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio”

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