I nuovi dati sulla pandemia a 'Fake - La fabbrica delle notizie'

Chi ha meno di 25 anni “sottostima pesantemente i rischi sociosanitari legati al coronavirus”. Lo spiega a LaPresse Matteo Flora, professore a contratto dell’Università di Pavia in Corporate Reputation, segnalandolo come uno dei principali risultati emersi dal monitoraggio effettuato per l’aggiornamento dell’indice #PauraCovid, creato dal Digita4good Lab dell’Università di Pavia, sotto la guida del professor Stefano Denicolai, e da The Fool, società italiana leader di Reputazione e Customer Insights, fondata dallo stesso Flora.

Dei nuovi dati si parlerà questa sera nel corso della trasmissione ‘Fake – La fabbrica delle notizie’ sul Nove, alle 22.45.

Gli studiosi hanno suddiviso la popolazione in tre fasce, per età: under 25, 26-65 anni, e over 65. Lo studio si avvale dei dati dell’Università di Pavia sulle parole più usate e cercate in rete dagli italiani in relazione all’emergenza sanitaria, mettendoli in correlazione con un sondaggio a campione su circa 1.500 persone. In questo periodo, spiega il professor Denicolai, “notiamo che la paura economica, per le conseguenze socioeconomiche dell’impatto del virus, cresce quasi linearmente in tutte e tre le categorie. La paura sociosanitaria è invece sempre molto alta negli over 65, resta alta tra i 26 e i 65 anni, ma è molto bassa sotto i 25 anni”.

In generale, mentre i contagi si stabilizzano o scendono, anche la paura si stabilizza o scende. Ma il dato che salta all’occhio è che “chi ha meno di 25 anni sottostima pesantemente il problema – sottolinea Flora – e questo può rivelarsi molto pericoloso. Così è verosimile aspettarsi che possa aver ragione chi da tempo sostiene che la seconda ondata sia stata causata dalle interazioni dei più giovani in estate, sebbene non ci siano ancora abbastanza dati per affermarlo con certezza scientifica”.

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