L’indice mostra il livello di timore degli italiani in relazione alla pandemia

"Grazie all'indice #PauraCovid potremmo gestire la crisi in modo efficiente, partendo dai dati per prendere decisioni migliori". A spiegarlo a LaPresse è Matteo Flora, professore a contratto dell'Università di Pavia in Corporate Reputation, fondatore di The Fool, la società italiana leader di Reputazione e Customer Insights.

Il Digita4good Lab dell'Università di Pavia, sotto la guida del professor Stefano Denicolai e la sua società hanno infatti unito gli sforzi per creare #PauraCovid, un indice sintetico per raccontare i timori e come gli italiani percepiscano la pandemia di Covid19. L'indice #PauraCovid mostra il livello di timore degli italiani in relazione alla pandemia e le sue correlazioni con alcuni fatti salienti, come per esempio il numero di contagi o le notizie più seguite. Un progetto realizzato in occasione di 'Fake – La fabbrica delle notizie', #PauraCovid settimanalmente racconterà i timori (o le sotto-stime) degli italiani nei confronti del progresso della pandemia, consentendo di conoscere non solo i sentiment, ma anche in che modo le notizie riportate hanno alterato il delicato equilibrio di comprensione e interiorizzazione della crisi che stiamo vivendo. "Analizzando i dati che ha l'università su cosa gli italiani cercano in rete sul coronavirus, abbiamo analizzato le parole e frasi più ricorrenti e le abbiamo messe in correlazione con un sondaggio su 1.500 persone nell'arco di 90 giorni", spiega Denicolai. Il risultato è, prosegue Flora, che finora "abbiamo vissuto quattro fasi. Nella prima, gli italiani avevano preoccupati, all'inizio di settembre, con il ritorno al lavoro e la riapertura delle scuole senza grossi problemi hanno allentato la paura. Nella seconda fase, i contagi sono rimasti stabili, bassi, e la paura è rimasta stabile. La terza fase è stata quella critica: forse per le notizie su un possibile vaccino in arrivo, o forse grazie l'esempio di Trump che è guarito in pochi giorni, la paura è crollata. Ma così si sono un po' persi gli atteggiamenti virtuosi di protezione e i contagi sono schizzati. Quindi abbiamo avuto la quarta fase: forte risalita dei contagi e con essa la paura che torna a salire. Ma questo è forse un bene, perché con la paura tornano gli atteggiamenti virtuosi".

"Con questo indice – sottolinea Flora – abbiamo una cartina al tornasole dei comportamenti, e si possono capire meglio gli interventi da fare. Gestire i dati in maniera efficiente consente di prendere decisioni migliori, con razionalità, forse un po' venuta a mancare in questi mesi". Grazie a questo indice, tra l'altro secondo Denicolai, "in successive versioni si potrà forse anche capire come si comportano rispetto al virus e alla paura le diverse categorie, come giovani, anziani, donne, o i diversi territori del Paese". "Piuttosto che incolpare i cittadini, o raccontare quello che accade sulla base di sentimenti di pancia – conclude Flora – è meglio avere a disposizione uno strumento di questo tipo".

Il team di ricerca e di formulazione dell'indice #PauraCovid è costituito da una collaborazione pubblico/privato tra il Digita4good Lab dell'Università di Pavia e The Fool. Digita4good Lab, coordinato dal professor Stefano Denicolai – già membro della task force Covid19 promossa dal ministero dell'Innovazione/Presidenza Consiglio dei ministri – e formato da ricercatori provenienti da diversi enti di ricerca internazionali (fra cui Harvard Business School e Oxford), è attivo nella ricerca nel campo delle scienze economico-sociali e studia come le nuove tecnologie e i cosiddetti 'digital data streams' possano offrire risposte innovative e tempestive nella gestione delle emergenze.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata