Eurovision 2026, Israele contestato ma in finale

Eurovision 2026, Israele contestato ma in finale
Noam Bettan, proveniente da Israele, esulta al termine della prima semifinale del 70° Eurovision Song Contest (ESC) alla Stadthalle di Vienna. Sono in totale 35 gli artisti in lizza per il trofeo dell’ESC. Foto di: Jens Büttner/picture-alliance/dpa/AP Images

Dieci Paesi, tra cui la favorita Finlandia e il contestato Israele, hanno conquistato un posto nella finale: Sal Da Vinci già qualificato

Dieci Paesi, tra cui la favorita Finlandia e il contestato Israele, hanno conquistato martedì un posto nella finale dell’Eurovision 2026, mentre cinque nazioni sono state eliminate dopo la prima serata della competizione in corso a Vienna. La capitale austriaca è stata addobbata per una settimana con cuori e con il motto del concorso ‘United by Music’, durante la quale cantanti e band provenienti da 35 Paesi si sfideranno sul palco per conquistare la corona musicale del continente.

Tuttavia, le divisioni stanno oscurando l’edizione del 70º anniversario del concorso: cinque Paesi — Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda — hanno boicottato l’evento per protestare contro la partecipazione di Israele. Nonostante l’assenza di queste nazioni, migliaia di fan entusiasti provenienti da tutta Europa e oltre hanno riempito la Wiener Stadthalle per la prima semifinale. Alcuni avevano le bandiere dipinte sul viso o indossavano abiti nei colori nazionali, altri sfoggiavano paillettes e lustrini per celebrare un concorso che esalta il potere kitsch e contagioso della musica pop. La sicurezza è altissima in tutta la città, con poliziotti provenienti da tutta l’Austria schierati nella capitale e supportati da forze della vicina Germania. L’attenzione al rischio resta elevata dopo che un uomo austriaco di 21 anni, accusato di aver giurato fedeltà allo Stato Islamico, si è dichiarato colpevole di aver pianificato un attacco al concerto di Taylor Swift a Vienna nel 2024.

La prima semifinale: qualificati ed eliminati

Artisti provenienti da 15 Paesi hanno eseguito sul palco le loro canzoni di tre minuti — spesso accompagnate da coreografie spettacolari ed effetti pirotecnici — nel tentativo di conquistare i voti delle giurie nazionali e del pubblico internazionale. Il cantante israeliano Noam Bettan è stato accolto da proteste e fischi mescolati agli applausi quando ha eseguito la ballata rock ‘Michelle’, ma è comunque riuscito a entrare tra i dieci finalisti scelti per la serata di sabato. La Finlandia, favorita dai bookmaker, si è qualificata con ‘Liekinheitin’, un mix tra la voce intensa del cantante pop Pete Parkkonen e il violino infuocato di Linda Lampenius. A raggiungerli in finale ci saranno anche il greco Akylas con il brano rap da festa ‘Ferto’, la band gothic metal serba Lavina con ‘Kraj Mene’; il rapper folk moldavo Satoshi con ‘Viva, Moldova!’; e ‘Andromeda’ del gruppo femminile croato Lelek. Si sono qualificati anche la cantante soul polacca Alicja, il performer lituano Lion Ceccah, la cantante svedese Felicia e la belga Essyla.

Sono invece stati eliminati Estonia, Georgia, Montenegro, Portogallo e San Marino, nonostante la partecipazione speciale dell’icona anni ’80 Boy George nel brano ‘Superstar’ della cantante italiana Senhit. Il tricolore ha sventolato anche con ‘Per sempre sì’ di Sal Da Vinci, anche se il cantante partenopeo è già qualificato di diritto assieme a Regno Unito, Francia e Germania. Anche l’Austria, vincitrice dello scorso anno è già qualificata come Paese ospitante.

Eurovision 2026, Israele contestato ma in finale
Sal Da Vinci si esibisce con il brano “Per Sempre Si” durante la prima semifinale del 70° Eurovision Song Contest a Vienna, in Austria, martedì 12 maggio 2026. (AP Photo/Martin Meissner)

Le proteste contro Israele

Da sempre terreno di rivalità nazionali più o meno scherzose, l’Eurovision negli ultimi anni ha faticato a separare musica e politica. La Russia fu esclusa nel 2022 dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina. L’edizione del 2024 a Malmö e quella dello scorso anno a Basilea sono state segnate da proteste filo-palestinesi che chiedevano l’espulsione di Israele per la conduzione della guerra contro Hamas a Gaza e per presunte campagne promozionali irregolari a favore del proprio concorrente. L’European Broadcasting Union (EBU), che organizza l’Eurovision, ha rafforzato le regole di voto in risposta alle accuse di manipolazione, dimezzando il numero massimo di voti per persona a 10 e introducendo controlli più severi contro “attività di voto sospette o coordinate”.

Eurovision 2026, Israele contestato ma in finale
La gente sventola bandiere e sciarpe durante un concerto anti-Eurovision organizzato da “United for Palestine” a Bruxelles, martedì 12 maggio 2026. (Foto AP/Geert Vanden Wijngaert)

L’EBU ha però rifiutato di escludere Israele, spingendo cinque Paesi ad annunciare a dicembre il proprio ritiro dall’edizione di quest’anno. Durante la settimana dell’Eurovision sono previste diverse manifestazioni filo-palestinesi, tra cui un evento musicale chiamato ‘No Stage for Genocide’. I promotori hanno invitato gli artisti a ritirarsi dalla competizione. “Credo che sia un obbligo morale per ogni artista prendere posizione e lasciare il concorso”, ha dichiarato l’attivista congolese-austriaco Patrick Bongola. Il boicottaggio dei cinque Paesi rappresenta un duro colpo economico e di audience per un evento che, secondo gli organizzatori, l’anno scorso è stato seguito da 166 milioni di spettatori nel mondo. Bulgaria, Moldavia e Romania sono tornate dopo aver saltato alcune edizioni per motivi artistici o finanziari, ma il numero totale dei partecipanti — 35 — resta il più basso dal 2003.

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