Con ‘L’OraZero’ Renato ritrova il suo pubblico di tutte le età

Con ‘L’OraZero’ Renato ritrova il suo pubblico di tutte le età
Renato Zero

I social, che da mezzi di comunicazione si trasformano in strumento d’incomunicabilità; il tempo, che passando diventa sempre più alleato e non antagonista; gli orrori della guerra, che impongono anche in chi li osserva un momento di crescita e di riflessione. Planando su questi temi con la garbata sensibilità artistica che da oltre 50 anni caratterizza la sua produzione artistica, Renato Zero riabbraccia i suoi ‘sorcini’ al Teatro Brancaccio di Roma. Una serata in cui la presentazione del suo nuovo album, ‘L’OraZero’, diventa quasi lo sfondo a qualcosa di più grande: ritrovare gli amici di una vita, “quelli del ‘Piper’”, per abbracciare sua sorella, e soprattutto per ribadire come, alla vigilia dei suoi 75 anni – o come ama definirli lui, “debutti” – il cantautore romano ha ancora tanto da dire e tanta musica da offrire. Al teatro Brancaccio il pubblico è trasversale, giovani e meno giovani accomunati tutti dall’anima “nera” interrotta da luccicanti lustrini e paillette, nel perfetto stile del loro capopopolo. La voglia di stare insieme è tanta, e un piccolo inconveniente tecnico in apertura diventa occasione per qualche battuta di spirito sul rapporto tra Renato e la tecnologia. A guidare l’ascolto dei brani che compongono l’album è Giorgia Surina perfetta nel suo ruolo di contraltare del padrone di casa. “Non esiste una formula specifica nella musica che stabilisca modalità, tempi, durate o formule magiche infallibili”, spiega Zero presentando il suo lavoro. “Io che con lo specchio ho avuto da sempre un rapporto stretto e indispensabile! Ci ho passato le ore in sua compagnia, trasformando ogni volta la mia faccia per sfuggire alla stanca normalità, facendo così impazzire ogni anagrafe!”.

“E’ stato un viaggio durissimo e meraviglioso, il mio. Errori, tanti, tante le delusioni. Infinite le volte che sono tornato a casa profondamente affranto ed ho pianto. Quante volte ho pianto. Ma oggi il vostro abbraccio è cosi generoso e carico d’emozione che ciò mi ripaga largamente per tutti gli sforzi fatti fin qui”. Il viaggio di ‘L’OraZero’ si articola in 19 tracce: diciannove differenti mondi, ognuno dei quali ha le proprie radici, regole, bisogni, contraddizioni e utopie. Mondi che si rivelano attraverso linguaggi molteplici e inaspettati, capaci di dare voce a emozioni e prospettive unite da un unico filo conduttore: la continua e inarrestabile ricerca di espressione. Il palco del Brancaccio è “casa” per Zero, che invita su di esso gli artisti-collaboratori che con lui fanno sì che la magia delle sue canzoni si ripeta. Da Mariella Nava a Stefano Di Battista e Niky Nicolai, che per lui intona a cappella un emozionante passaggio di “E se domani”.

Il momento di raccoglimento

Prima di congedare il suo pubblico, per ritrovarlo a gennaio con l’avvio del tour, Renato Zero chiama al raccoglimento tutti per dedicare un omaggio a tutte le vittime di tutte le guerre, e nel teatro non si sente altro che un assordante silenzio che sembra voler gridare soltanto “Pace!”. La nuova tournée, prodotta da Tattica, lo porterà sui palchi delle principali città italiane, a partire da gennaio 2026, con 23 date annunciate in giro per il Paese. Si partirà il 24 gennaio da Roma, con una catena di sei appuntamenti al Palazzo dello Sport, per proseguire poi a Firenze (Nelson Mandela Forum), Torino (Inalpi Arena), Mantova (Palaunical), Conegliano (Prealpi San Biagio Arena), Bologna (Unipol Arena), Pesaro (Vitrifrigo Arena), Eboli (Palasele), Bari (Palaflorio) e Messina (Palarescifina). 

Filosofia Zero, da Renato elogi a diversità ma boccia discografici e Sanremo

 “Gli esami non finiscono mai”. Questa volta a dirlo non è Antonello Venditti ma Renato Zero. E lo dice come prima fase della conferenza stampa nella quale presenta il suo nuovo album di inediti, ‘L’Orazero’ in uscita il 3 ottobre. Un Renato Zero che sciorina tanta filosofia, nata e cresciuta con i suoi 75 anni che compie domani 30 settembre. “Viviamo in tempi di guerra e anche la musica si deve ambientare a questo clima. La spiritualità gioca un ruolo importante, seppure colpita da criteri speculativi di economie importanti che ci impediscono la padronanza dell’io e di essere cittadini del mondo senza confronti. La finestra da cui mi affaccio con il nuovo disco che contiene 19 brani e rappresentano un mondo di cambiamenti. Come artista mi sento in diritto e dovere di esprimere i miei pensieri”, sottolinea Zero, che il giorno prima al Teatro Brancaccio aveva chiesto un momento di silenzio per Gaza. Ma il cantante mette l’accento anche su altri temi più che mai di attualità. A cominciare dalla diversità che colora la normalità. “Ma non bisogna sentirsi diversi perché se ti ci senti lo accetti e sei sguarnito. La diversità oggi gode di celebrità e va prepotentemente scalzando moralisti e perbenisti”. 

Una piazza muta senza bandiere e cartelli

Nel nuovo album c’è un brano dal titolo ‘Pace’, un invito a ritrovare umanità, opponendo alla violenza la forza della tenerezza: “Se ha un significato particolare? Noi dobbiamo educarci ancora alla piazza, dobbiamo essere più alleati e convinti quando ne occupiamo una per un bisogno di un futuro praticabile. Non c’è una ricetta infallibile su quale atteggiamento da assumere. La presenza è importantissima. Una piazza muta senza bandiere e cartelli sarebbe la risposta più forte”. Ma oltre al periodo di guerra Zero pone l’accento anche su come sta cambiando il mondo della musica. “C’è una grande voragine tra gli artisti della mia generazione con questa nuova primavera. Un distacco abissale, dal linguaggio e responsabilità alla considerazione del mestiere per dimostrare di avere un equilibrio. La musica deve ritrovare comunioni d’intenti tra generi musicali e generazioni. Quando ho cominciato io i miei idoli di allora hanno fatto della musica una trincea. Oggi ci sono troppe barriere architettoniche create dai discografici, si tratta di un abuso di potere, per strumentalizzare gli artisti e farli sentire marionette: ci vogliono trasformare in numeri. Dobbiamo essere gli amministratori di noi stessi, non farci sporcare e offrire una faccia sporca”. 

Il Festival che cancella i generi

Ce n’è anche per Sanremo. “Diodato e Ultimo – quest’ultimo cresciuto a pane e Renato perché io da tanti anni sono amico della mamma e per me è come se fosse un nipote e chissà se un giorno non mi proporrà un brano da cantare insieme – sono tra i giovani più bravi perché vogliono lasciare una traccia. Sono diffidente invece per questo Sanremo, per scelte troppo spericolate che assegnano spazi ad artisti che hanno successo soprattutto sui social ma non si dà spazio invece al pop e al rock. Vorrei che chi decide tenga conto che c’è posto per tutti, senza lasciare a casa nessun genere”. A poco più di un anno dalla sua ultima avventura live, Renato Zero riabbraccerà anche il suo pubblico dal vivo con L’OraZero in Tour. La nuova tournée, prodotta da Tattica, lo porterà sui palchi delle principali città italiane, a partire da gennaio 2026 con 23 date annunciate in giro per il Paese, fino al mese di aprile. Si parte il 24 gennaio da Roma con sei date al Palazzo dello Sport. 

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