La cantante racconta il suo ultimo album "Annazero": "Felice di essermi ritrovata"

Non solo un album, non solo dieci canzoni, ma un “reset”. E’ così che Anna Tatangelo vede il suo nuovo lavoro, ‘Annazero’, che già dal titolo spiega come la cantante voglia fare una sorta di tabula rasa rispetto al suo passato. Ecco così, come racconta a LaPresse, che arriva “una Anna completamente nuova. E’ come se ci fosse stata un’evoluzione”. Certo, “di vecchio rimane il mio modo di cantare, che è invariato”, ma di totalmente nuovo c’è il flow. In un percorso, per la verità, già iniziato con Achille Lauro e Boss Doms circa due anni fa con una versione 2.0 di ‘Ragazza di periferia’.

E, già a quei tempi, “la voglia c’era, ma il coraggio no”. Ora, invece, Anna il coraggio l’ha trovato e ha deciso di contaminare la sua musica con i suoni dello urban, del rap, del trap. Che sono poi quelli che ascolta lei stessa, racconta, molto più rispetto a quelli melodici.

Anna TatangeloLa musica come valvola di sfogo 

E così, dopo qualche anno di stop durante i quali non sono usciti dischi, Tatangelo quel coraggio l’ha trovato. Come? “Sicuramente grazie al fatto di essere rimasta da sola. La musica mi ha aiutato a superare un momento importante di cambiamento, di trasloco. Poi con un bambino è tutto più complicato. La musica è stata la mia valvola di sfogo”. E poi, grazie al supporto dei suoi “compagni di viaggio”, che hanno lavorato con lei al disco, per esempio Emis Killa: “Loro hanno raccolto il mio sfogo, contro una parte di giornalismo che mi ha sempre attaccato e che ha messo davanti la mia vita privata rispetto alla mia passione e a quello che faccio, cioè la cantante. La molla è scattata anche grazie a loro: il loro entusiasmo è stato importantissimo per spingermi a buttarmi. Erano talmente gasati che sono diventati uno stimolo”.

La copertina dell’album, rinascere come una fenice

Anna Tatangelo, quindi, rinasce “come una fenice”, come evidenzia anche l’immagine di copertina dell’album: “L’idea è quella del risorgere dalle proprie ceneri. Mi fa strano dire che l’anno prossimo sono 20 anni dal mio primo Festival, che ho un figlio di 11 anni. Ma mi sento come Benjamin Button, sono in una nuova fase della mia vita”. E il disco vuole essere un messaggio anche per tutte le donne: “A volte abbiamo paura di ricominciare da zero, di rimetterci in gioco, di non farcela. Soprattutto in un momento del genere. E invece possiamo”.

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Anna Tatangelo (@annatatangeloofficial)

Anche se lei stessa vede che per le donne il periodo non è positivo: “Anni fa cantavo ‘Essere una donna’, oggi a distanza di 15 anni si parla ancora di cat calling. Questo mi fa capire che non siamo andati avanti su certe cose. Penso, fra le ultime cose, a quello che è successo ad Aurora nella Nazionale cantanti. E’ vergognoso, io avrei ribaltato tutto. Non si è andati oltre”. Il messaggio, quindi, è quello “di ritrovare se stessi e non avere paura”. E lei l’ha fatto: “Non so cosa mi trattenesse, ma sono felice di essermi ritrovata con una buona dose di sofferenza, autoanalisi e ricerca dell’equilibrio. Adesso in tanti mi dicono: sei diversa, sei più tu”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata