Izi racconta 'Aletheia': "Un'illuminazione dopo due anni di depressione"
Izi racconta 'Aletheia': "Un'illuminazione dopo due anni di depressione"

Un album con 16 brani che racchiudono l'intera tavolozza dei suoi colori interiori

'Aletheia': dal greco, dischiudimento, svelamento, rivelazione, verità. Ci sono tutti questi significati dentro il nuovo album del rapper genovese Izi che si apre al suo pubblico, dopo un periodo buio, con 16 brani che racchiudono l'intera tavolozza dei suoi colori interiori. "È il momento stesso in cui arriva l'illuminazione", racconta Izi, al secolo Diego Germini. E' il rapper stesso a spiegare, senza giri di parole, quello che gli è successo negli ultimi due anni, dopo l'uscita del disco 'Pizzicato': "Un anno e mezzo di depressione nera, crisi epilettiche, visioni". Il periodo buio non è del tutto finito, tanto che Izi non parla di rinascita: "Ammetto che non sto bene, vorrei che la gente capisse, che ci fosse un tatto diverso. Vedo troppa superficialità, peraltro su cose superflue".

E Izi ripercorre quanto successo dopo 'Pizzicato', un momento esteriormente felice ma interiormente molto complicato: "Fingevo, non sono mai stato bene. Ho dovuto isolarmi e imparare a farmi attraversare dal dolore. Voglio essere vero. Se mi manifesto, posso dare ad altri la possibilità di farlo". Da qui la decisione di incidere un disco vero, senza filtri, perchè "la mia arte è elitaria. Non deve arrivare a tutti, ma solo a poche persone che sanno gestirla".

Nell'album, tante collaborazioni, come quella con Sfera Ebbasta: "Gli voglio bene, il pezzo è nato perchè ci si continua a vedere al di là del lavoro". Anche se i testi di Izi si allontanano parecchio da quelli del collega trapper: "Sono umano e in quanto umano voglio cercare di analizzarmi e sbagliare sempre meno. Io non sono per il commercio e per i soldi, ma se mi regalano una cosa non la schifo". Poi compaiono Speranza, Heezy Lee e Josh. Ma quello che spicca agli occhi è il titolo 'Dolcenera': una cover di Fabrizio De Andrè che non ti aspetti da un rapper, seppur cresciuto a Genova. "All'inizio avevo paura di farla. Ero a Amsterdam e volevo solo campionarla, ma a un certo punto mi sono accorto che non riuscivo a scrivere un testo mio. Così ho registrato la mia versione. E' un testo che rimane super attuale per le alluvioni, il bisogno di odio, la violenza politica... Dolcenera è un urlo di speranza che qualcosa cambi rispetto all'attitudine di plastica che c'è".

Di plastica, certamente, non sono le esibizioni live. Da qualche tempo Izi non le fa, a causa "della depressione, del periodo particolare. Non stavo bene. Ma ora mi sto riprendendo. Ho voglia di esibirmi dal vivo". Non resta che aspettare che il rapper stia finalmente bene.

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