Mostra Cinema Venezia 2025, Sorrentino e La Grazia: “Film ispirato a un gesto di Mattarella”

Mostra Cinema Venezia 2025, Sorrentino e La Grazia: “Film ispirato a un gesto di Mattarella”
Paolo Sorrentino, Anna Ferzetti e Toni Servillo alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, 27 agosto 2025 (foto Gian Mattia D’Alberto/LaPresse)

La pellicola apre l’82a edizione della kermesse

Paolo Sorrentino torna al passato e si presenta in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 con un film ‘politico’ e attuale. Dopo ‘Il Divo’ su Giulio Andreotti e i due film su Silvio Berlusconi ‘Loro’ 1 e 2, il regista napoletano, premio Oscar per ‘La Grande Bellezza’, torna ad esplorare il mondo della politica con ‘La Grazia’, opera in concorso che aprirà stasera ufficialmente la 82a edizione della kermesse.

Toni Servillo interpreta il presidente della Repubblica

Nell’anteprima del mattino riservata alla stampa applausi ed apprezzamento unanime per un film che certamente farà discutere. Protagonista è Toni Servillo che interpreta il presidente della Repubblica, Mariano De Santis. “Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore”, chiarisce lo stesso Sorrentino nel press book e poi incontrando la stampa al Lido. Vedovo, cattolico, democristiano, il presidente di Sorrentino ha una figlia, Dorotea, giurista come lui.

Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia e sulla firma di una legge sull’eutanasia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà.

Mostra Cinema Venezia 2025, Sorrentino e La Grazia: “Film ispirato a un gesto di Mattarella”
Paolo Sorrentino, Anna Ferzetti e Toni Servillo, Venezia, 26 agosto 2025 (foto Gian Mattia D’Alberto/LaPresse)

Tanti i rimandi a Sergio Mattarella

Anche non volendo, comunque chiari e tanti i rimandi all’attualità più stretta e alla stessa figura del presidente Sergio Mattarella. Non a caso è proprio ad una grazia concessa dall’attuale presidente ad un uomo che aveva ucciso la moglie malata di Alzheimer, che il regista ha tratto ispirazione. “Il titolo va di pari passo con la risposta alla questione dell’amore, sull’amore non solo quello immediato per la moglie e la figlia ma in senso più ampio per le istituzioni, il diritto e su un modo di fare politica che purtroppo è sempre più inattuale legato al dubbio e alle responsabilità”, ha detto Sorrentino incontrando la stampa al Lido.

“Penso che l’esercizio del dubbio sia una delle qualità che dovrebbe avere un politico, ma che oggi è poco frequentato. Nella prima Repubblica la degenerazione era l’immobilismo, ma per dilemmi morali come firmare una legge sull’eutanasia sia una conditio sine qua non. Oggi invece troppo spesso le certezze appaiono spesso strampalate, che vengono poi contraddette il giorno dopo”, ha aggiunto il cineasta napoletano che nella pellicola affronta anche un tema delicato come quello dell’eutanasia.

“Il cinema non ha più impatto devastante di popolarità che aveva un tempo, mi auguro però che questo mio film possa riportare l’attenzione su un tema fondamentale come l’eutanasia. Non posso che dire questo”, ha spiegato Sorrentino. Nel film non mancano i momenti di ironia e di leggerezza, così come le scelte musicali ‘sui’ generis del regista come quella di far cantare al presidente una canzone rap di Guè. “Me lo ha fatto scoprire mia moglie, io non lo conoscevo. E’ una persona molto simpatica, con un passato anche doloroso, mi piace la sua musica che ha anche delle intuizioni sentimentali molto belle”, ha spiegato.

Sorrentino e Servillo al 7° film insieme

Protagonista del film è un Toni Servillo in grande spolvero, al suo settimo film con Sorrentino. “Il mio amore per Toni non ha mai conosciuto crisi, non siamo nemmeno mai arrivati all’idea di litigare. Ci troviamo a meraviglia”, ha detto Sorrentino. “Al settimo film non mi aspettavo di rilanciare con un personaggio di questa complessità e prismaticità. Un bellissimo regalo al settimo film insieme. Abbiamo fatto dei personaggi belli in passato e immaginare che al settimo rilanci sul piano della bellezza significa che che non ci si appoggia a quello che si è già fatto”, ha detto l’attore a proposito del rapporto con Sorrentino.

Servillo ha quindi subito chiarito che per il suo personaggio “non mi sono ispirato a Mattarella. D’altronde in passato questa Repubblica ha avuto diversi presidenti giuristi, diversi della Democrazia Cristiana, diversi vedovi e con una figlia, molti presidenti napoletani”. Sulle differenze con il personaggio di Giulio Andreotti ne Il Divo, ancora Servillo ha detto: “Le differenze di ruolo e di carattere sono evidenti, sono due personaggi non facili da interpretare nella loro diversità. Ma non credo esistano personaggi facili. Era una difficoltà che veniva dallo smentire, nonostante fosse definito ‘cemento armato’, questa definizione che che davano di lui”.

Al suo fianco Anna Ferzetti, nel ruolo della figlia del presidente. “Per me è stato un onore interpretare un personaggio così ricco. Per un attore non accade spesso, sono entrata in punta di piedi e sono stata accolta a braccia aperte”, le sue parole.

Quando esce il film al cinema

Il film sarà nelle sale il 15 gennaio 2026, una scelta che di fatto non lo potrebbe vedere in lizza per gli Accademy Awards. “Non ci siamo posti il problema degli Oscar, meglio porsi un problema alla volta”, ha chiarito Sorrentino. 

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