Sopravvivere alla terapia di conversione: "Boy Erased" alla Festa del cinema di Roma

Presentato in anteprima il film sulla drammatica storia vera dello scrittore Garrard Conley, costretto dai genitori a un programma per 'guarire' dall'omosessualità

Un ragazzo di 19 anni si apre con i genitori e confida le sue preferenze sessuali: "Mamma, papà, sono gay". La reazione è di lacrime, rabbia, frustrazione. E la soluzione viene presa in poche ore: convincere il ragazzo a partecipare a un programma di terapia di conversione per 'guarire' dall'omosessualità.

Vorremmo che fosse la trama di un film di fantascienza: purtroppo invece è ciò che - soltanto 14 anni fa - accadeva a Garrard Conley, figlio di un pastore battista di una piccola città dell'America rurale. Era il 2004, quando entrò in contatto con la comunità Love in Action e per lui iniziò un periodo buio e traumatico che solo anni dopo riuscì a raccontare in una serie di articoli e, successivamente, in un libro. Ora la sua storia arriva anche sul grande schermo, per la regia di Joel Edgerton

In Italia l'uscita nelle sale di Boy Erased è prevista per febbraio 2019, ma in anteprima è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma. Il protagonista Jared è Lucas Hedges (già visto in alcuni dei titoli che hanno concorso agli Oscar 2018, Lady Bird e Tre manifesti a Ebbing, Missouri); mentre i ruoli dei genitori sono stati affidati a due attori premi Oscar e celebri come Russell Crowe e Nicole Kidman. Due figure fulcro della storia perché loro gli artefici della sofferenza del figlio nonostante l'innegabile amore che provano per lui. La madre e il padre di Jared non sono mostri, ma esseri umani che commettono un terribile errore guidati dal rispetto delle tradizioni e dalla paura per il giudizio della comunità. E proprio perché umiliano e feriscono il figlio senza volerlo, le loro sono scelte sono ancora più difficili da accettare e comprendere.

Boy Erased è un racconto di formazione ed evoluzione che coinvolge tutti e tre i personaggi: se Jared entra nella comunità terapeutica come ragazzo insicuro e accondiscendente, la rabbia e il dolore lo trasformano in un giovane uomo consapevole di sé e disposto a lottare per ciò che ritiene giusto; il padre invece fa un percorso inverso e vede per la prima volta vacillare le proprie convinzioni.
Il film si rivolge chiaramente ai genitori bigotti e a tutti coloro che ritengono l'omosessualità una scelta da correggere: vuole smentirli, dire loro che sbagliano, ma anche mostrare che non è troppo tardi per cambiare idea e rimediare.

Il film di riferimento di Edgerton (che nel film veste anche i panni del terapeuta Victor Sykes) è stato Qualcuno volò sul nido del Cuculo. "Interessante notare - ha detto - che mentre il film è stato realizzato nel '75, il libro è stato scritto nel 62, cinque anni prima che negli Stati Uniti venisse vietata la pratica della lobotomia. Quel romanzo, come il diario di Garrard, ha fatto luce su delle pratiche discutibili. E noi abbiamo realizzato il film in un momento in cui la pratica non autorizzata della terapia di conversione esiste ancora in tutto il Paese". "Se il nostro film raggiungerà il suo obiettivo, - ha aggiunto - ci consentirà di aprire un dibattito più ampio su un soggetto che necessita di essere considerato con maggior consapevolezza. La terapia di conversione, in generale, assume molte forme diverse: alcune hanno un'impronta religiosa, altre laica. Alcune utilizzano la psicoterapia. L'unica costante in tutto questo è che è incredibilmente dannosa".

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