Sanremo, Bisio: "Polemiche sui migranti? Io rispondo da artista sul palco"

Sullo scontro Baglioni-Salvini l'attore al momento non si sbilancia: "Il mio intervento lo farò al Festival"

"Vorrei non commentare perché sarò a Sanremo e dirò delle cose lì. Vi invito a vedere il mio intervento di sei anni fa a Sanremo, l'unica volta in cui ci sono stato. Era un monologo scritto da me e Michele Serra, che sarà mio autore anche in questa occasione quindi stiamo già lavorando. Le cose mi piace dirle sul palco da artista. Guardate cosa ho fatto sei anni fa e capirete quale sarà il tono che potrò usare. Ho parlato agli italiani". Claudio Bisio risponde così, a margine della conferenza stampa di 'Italia's got talent', a chi gli chiede un commento sulla polemica scoppiata fra Claudio Baglioni e il vicepremier Matteo Salvini sull'emergenza migranti. Nel 2013 l'attore, ospite all'Ariston nel Festival di Fabio Fazio, propose si sostituire l'elettorato italiano con quello svedese e cantò 'L'italiano' di Toto Cotugno modificandolo in: "Lasciatemi votare, vi salverò il Paese, io sono un norvegese".

Lo scontro. Ma cosa è successo tra Baglioni e Salvini? A scatenare la polemica è stata una domanda posta durante la conferenza stampa del Festival, a cui il direttore artistico ha risposto mettendo in chiaro la sua posizione sull'emergenza migranti, vicenda che da sempre segue con attenzione anche con l'iniziativa 'O Scia a Lampedusa: "Se la situazione non fosse drammatica, ci sarebbe da ridere. Non si può risolvere il problema di milioni di persone evitando lo sbarco di 40-50, siamo alla farsa. La classe politica, quella dirigente e l'opinione pubblica hanno mancato paurosamente. Il Paese è incattivito e rancoroso. Le misure messe in atto dall'attuale governo e dai precedenti non sono assolutamente all'altezza della situazione".

Il commento del cantautore non è andato giù a Salvini, che prontamente ha replicato su Twitter: "Baglioni? Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo". 

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