La pellicola racconta la vera storia di Kenneth Feinberg, incaricato di risarcire le famiglie vittime degli attentati

A una settimana dal ventesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, arriva “Worth“, diretto da Sara Colangelo, scritto da Max Borenstein, con Michael Keaton, Stanley Tucci e Amy Ryan. La pellicola di Netflix, disponibile in streaming da oggi, 3 settembre, è ispirata a una storia realmente accaduta dopo l’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono. 

Grammy Awards 2017 a Los Angeles

Keaton ai Grammy Awards 2017 a Los Angeles

Worth: la trama del film

I fatti narrati nel film si svolgono subito dopo l’11 settembre 2001, quando il Congresso americano nomina il famoso mediatore e avvocato Kenneth Feinberg, interpretato da Michael Keaton, a capo del fondo per il risarcimento delle vittime. Per Feinberg e la responsabile operativa del suo studio legale Camille Biros, Amy Ryan, il compito di risarcire le vittime e le famiglie, ma soprattutto il difficile se non impossibile incarico di quantificare il “valore della vita”. L’incontro e soprattutto lo scontro di Feinberg con Charles Wolf, interpretato da Stanley Tucci, un organizzatore comunitario che ha perso la moglie, cambierà il suo modo di approcciarsi alla tragedia.

Feinberg ha scritto le memorie “What is Life Worth?: The Unprecedented Effort to Compensate the Victims of 9/11” basandosi sulla sua esperienza e rivelando il suo piano per quantificare quanto valesse ogni vita spezzata. Lo stesso mediatore, in un discorso pubblico, ha spiegato, come riporta “Newsweek”, che la parte più difficile “non è progettare” o “capire quali sono i requisiti di idoneità. La parte più difficile è affrontare l’emozione con cui ti trovi ad avere a che fare quando si parla di persone innocenti”.

Lo stesso Michael Keaton ha raccontato che, dopo aver letto la sceneggiatura ha pensato: “‘Amico, questa è una cosa che devo fare. Significa molto per me e per tutti. Per tutti noi, non solo i newyorkesi, ma tutti noi”. E parlando del personaggio di Feinberg ha concluso: “Per tutto l’arco del film lui pensa di poter entrare nella questione e gestirla a livello legale. Poi si rende conto che, a meno che tu non sia privo di cuore e di sentimenti, non sia un essere umano, non puoi non essere influenzato emotivamente”.

 

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