Grandi classici degli anni '70 e '80 e otto nuovi brani

Ritorno sulla scena in grande stile per Edoardo Bennato, che esce domani con il nuovo album ‘Non c’è’, in cui ha messo insieme, per dirlo con le sue parole, “canzonette e canzonacce”: grandi classici degli anni ’70 e ’80 e otto nuovi brani che hanno pochi mesi di vita. In tutto 24 tracce “senza soluzione di continuità tra brani di 40 anni fa e altri scritti 2 mesi fa”. Con la caratteristica che proprio le canzoni più vecchie sembrano scritte ieri. Come ‘Bravi ragazzi’, di cui il cantautore accenna qualche nota durante la presentazione del disco via Zoom, da casa sua a Napoli: “Severe istruzioni di stare calmi e buoni” o “Vedrete che poi sistemeremo tutto” sembrano scritte ieri sera. “Con questa canzone, che è del 1974, sembra di vedere le immagini dei tg di oggi”, dice l’artista, che non si trattiene e, sempre usando l’ironia, non le manda a dire alle istituzioni. Imita il governatore Vincenzo De Luca (“Lo faccio meglio di Crozza”, scherza, aggiungendo che “l’unica possibilità è quella di ironizzare”) poi torna serio quando parla di scuola, agganciandosi alla canzone ‘Il mistero della Pubblica Istruzione’: “Chi è che lo risolve? Questa ragazzotta di belle speranze? Per fare il ministro della Pubblica Istruzione in questo momento in Italia ci vuole un’esperienza sconfinata, purtroppo la buona volontà non basta”.

Ma subito torna ironico e dissacrante, parlando dell’idea di creare una copertina del disco come una pagina di quotidiano: “Su questa prima pagina ci sono titoli come ‘Salviamo il salvabile’, o ‘Fate i bravi ragazzi’, è una prima pagina che è un po’ lo specchio di questa Italia confusa e spaventata, in un’Europa confusa e spaventata, in un mondo confuso e spaventato”. La situazione attuale è quasi ‘raccontata’ in gran parte dei brani del disco, ma Bennato non vuole parlare di Covid: “A questo punto è lui che comanda, io cerco di parlarne il meno possibile. Ma al di là di tutto, io sono qui e dalla finestra vedo il mare, Nisida, ma penso a chi soffre, magari costretto in una casa piccola, nei vicoli, in tanti in un appartamento. Però alla fine la tecnologia ci salverà, grazie alla scienza abbiamo sconfitto la poliomielite. Quindi non vi preoccupate, noi sconfiggeremo tutti i virus, supereremo gli ostacoli”.

Nell’album, spazio anche a tre duetti, con il fratello Eugenio, Clementino e Morgan. Con Clementino, ne ‘L’uomo nero’, Bennato parla di una cosa che gli sta molto a cuore: “Il divario tra le popolazioni ricche e quelle povere, tra il Nord e il Sud del mondo, è un problema che mette in difficoltà tutta l’umanità. La povertà crea esodi di massa, che creano paura e da qui nasce il razzismo. Ma su questo pianeta, per me, e anche per Clementino, è scontato che non ci sono diverse razze, ma una sola”. Con Morgan, spiega l’artista, “c’è stima, è un genio e mi trovo molto bene con lui. È completamente pazzo, anche più di me”. In questo disco, conclude il cantautore, “si riassume tutto lo schizofrenico Bennato-pensiero: siamo sull’orlo del baratro, però ci salveremo”.

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