Marquez, mondo gli rende omaggio: cordoglio da presidenti e scrittori

Marquez, mondo gli rende omaggio: cordoglio da presidenti e scrittori

Città del Messico (Messico), 18 apr. (LaPresse/AP) – Il mondo rende omaggio allo scrittore colombiano, Gabriel Garcia Marquez, morto ieri a Città del Messico all’età di 87 anni. Conosciuto con il soprannome di Gabo, lo scrittore vinse il premio Nobel per la Letteratura nel 1982. Presidenti e scrittori rendono omaggio allo scrittore, uno dei maggiori esponenti del neorealismo magico, affollando le pagine dei social network con messaggi di cordoglio e tristezza per la scomparsa di uno degli scrittori che più hanno contribuito a diffondere la cultura dell’America Latina.

Uno dei primi a piangere la perdita, è il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos: “Mille anni di solitudine e tristezza per la morte del più grande colombiano di tutti i tempi”.

Arriva poco dopo il cordoglio del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: “Il mondo ha perso uno dei suoi più grandi scrittori visionari e uno dei miei preferiti da quando ero giovane”. Rivolgendo il pensiero ai familiari, Obama esprime la speranza che possano trovare “conforto nel fatto che l’opera di Gabo continuerà a vivere per le generazioni a venire”.

Anche il presidente del Messico, Enrique Pena Nieto, è intervenuto per esprimere il sua “tristezza” a nome di tutto il Paese.

Dal Brasile, la presidente Dilma Rousseff ricorda come i personaggi e le storia da lui creati resteranno “impressi nei cuori e nei ricordi di milioni di lettori”. Francois Hollande, presidente francese, in una nota dell’Eliseo, saluta Garcia Marquez come “un gigante della letteratura che se ne va”. Uno scrittore “che ha influenzato l’imamginazione di un intero continente”. Poi Hollande si sofferma sugli articoli commissionati da giornalista e sulla sua instancabile lotta contro l’imperialismo che “fanno di lui uno degli intellettuali sudamericani più influenti del nostro tempo”.

Il presidente ecuadoriano Rafael Correa piange lo scrittore di ‘Cent’anni di solitudine’. “Avremo anni di solitudine, ma restano le sue opere e il suo amore per la patria”.

Tra gli scrittori uno dei primi a prendere parola è l’autore peruviano e premio Nobel per la letteratura nel 2010, Mario Vargas Llosa, che con Marquez aveva avuto un acceso litigio negli anni Settanta e da allora non si sono più parlati. “Un grande uomo è morto – ha detto -. Le sue opere hanno dato alla letteratura della nostra lingua grande ricchezza e prestigio”.

Isabel Allende, scrittrice cilena, sottolinea l’importanza delle sue opere nella diffusione della cultura e della conoscenza del mondo latino-americano. Allende lo ricorda come “la voce che ha raccontato al mondo chi siamo e che ha mostrato ai latino-americani la propria immagine dallo specchio delle sue pagine”. “Nei suoi libri ho trovato la mia la mia famiglia, il mio paese, le persone che ho conosciuto”. Poi invita a proseguire la lettura dei suoi libri, ricordando che “la sua opera è immortale”.

Parlando alla Bbc, il romanziere britannico Ian McEwan paragona la grandezza di Marquez a quella di Dickens per la capacità di arrivare a milioni di persone. “Si dovrebbe davvero tornare fino a Dickens per trovare uno scrittore dall’altissima qualità letteraria capace influenzare intere popolazioni”, ha detto.

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