Norfolk (Virginia, Usa), 15 ago. (LaPresse) – Lady Gaga “voltagabbana”: la popstar si trova sotto il fuoco di tiro dell’associazione animalista Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) dopo essere stata fotografata con una serie di pellicce. La cantante di ‘Born This Way’ era stata lodata dall’ente nonprofit quando nel 2009, ospite dello statunitense Ellen DeGeneres Show, aveva dichiarato pubblicamente “Odio le pellicce e non le indosso”. Tuttavia si è contraddetta nelle ultime settimane, quando si è fatta vedere con un certo numero di soprabiti di pelo, portando la Peta ad etichettarla appunto come banderuola e a compararla “all’ottusa Kim Kardashian”. Tuttavia la Lady sembra non dare peso alle dichiarazioni dell’associazione.

In una lettera pubblicata sul sito della Peta, il vicepresidente Dan Matthews ha comparato la loro lotta per accrescere i diritti degli animali alle passate battaglie della comunità gay contro le persecuzioni e ha detto che la cantante ha rischiato di alienarsi lo zoccolo duro dei suoi fan. “Molti dei tuoi fan gay ti hanno a lungo ammirato – ha scritto Matthews – quando hai detto a Ellen ‘Odio le pellicce e non le indosso’. Ma queste foto recenti di te con pelli di volpe e coniglio e con una carcassa di lupo addosso fanno sembrare che tu soffra di amnesia. Cosa è successo? I tuoi stilisti ti hanno detto che erano finte, o sei una voltagabbana?” “Molti gay sono animalisti – prosegue la lettera – perché riconosciamo che la stessa arroganza e indifferenza che alcuni hanno nei confronti della sofferenza degli animali è stata in passato diretta verso di noi personalmente a causa del nostro orientamento. Ma, indossando quelle stupide pellicce durante un’ondata di caldo, stai facendo di te stessa un bersaglio proprio come l’ottusa Kim Kardashian”.

La risposta di Gaga non è tardata, ma non è suonata propriamente come una richiesta di scuse. “Per quelli della stampa o simili che stanno scrivendo se la mia pelliccia sia vera o meno – ha scritto su Twitter – non dimenticate di dare credito allo stilista Hermes. Grazie!” La cantante non è la prima artista ad incorrere nell’ira della Peta, L’organizzazione aveva detto che Noel Gallagher “necessita di consulenza in empatia” e ha accusato Rihanna di “sfruttare uccelli per i suoi look dubbi”.

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