Università, merito e mobilità sociale: a Napoli il convegno della CCUM

Università, merito e mobilità sociale: a Napoli il convegno della CCUM

Keynote speech del professor Michael Sandal della Harvard University

In Italia la formazione dei giovani continua a dipendere in larga misura dal contesto socio-economico di partenza: un meccanismo che rallenta l’ascensore sociale e rende, al contrario, la valorizzazione del merito una condizione imprescindibile per facilitare l’accesso all’università. Proprio questo tema è al centro del convegnoMerito e Mobilità Sociale‘, organizzato dalla Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (CCUM) in collaborazione con il Centro Studi IPE, che si è tenuto il 21 novembre a Napoli e che ha visto il keynote speech del Professor Michael Sandel (Harvard University), tra le voci più autorevoli nel dibattito globale sul significato e sui limiti del merito. Obiettivo dell’evento  è stato individuare strumenti che possano concretamente sostenere i giovani meritevoli e dare così una spinta alla mobilità sociale in Italia.

Lo stato della mobilità sociale in Italia

Secondo l’OCSE, nel Paese solo il 6% dei figli di genitori con licenza media consegue una laurea; la percentuale sale al 31% quando i genitori hanno un diploma superiore e al 65% nel caso in cui almeno un genitore è laureato, un quadro che conferma quanto l’origine familiare continui a influenzare le opportunità educative. Questa distanza è alimentata anche da fattori economici che continuano a incidere sull’accesso agli studi: l’università italiana ha un costo medio annuo intorno ai 12.000 euro per i fuorisede, tra i più elevati in Europa, mentre solo il 17,5% degli studenti in corso riceve una borsa di studio, condizioni che rendono più difficile per molti giovani sostenere un percorso universitario continuativo o anche solo immaginarlo.

Il modello dei Collegi Universitari di Merito

Il modello dei Collegi Universitari di Merito57 strutture dislocate su tutto il territorio nazionale – mostra invece un approccio in netta controtendenza, fondato sulla valorizzazione del merito come leva per abbattere le barriere socio-economiche che ostacolano l’accesso agli studi universitari: l’ammissione avviene secondo criteri che premiano la carriera scolastica e accademica, le motivazioni personali e l’impegno extracurriculare e, una volta entrati, gli studenti accedono a un progetto formativo personalizzato, in molti casi integrativo rispetto a quello accademico, che prevede corsi, attività di orientamento, tutorato, coaching, esperienze internazionali, attività culturali, sociali e ricreative per permettere loro di acquisire hard e soft skill e sviluppare le proprie potenzialità. Perno di questo modello è l’investimento in borse di studio, aumentato costantemente negli ultimi anni a copertura sia parziale sia totale delle rette: il 58% degli studenti che vivono in un Collegio riceve una borsa, nel 60% dei casi erogata direttamente dai Collegi o attraverso bandi INPS o ENPAM. Come emerso nel corso del convegno, si tratta di un modello unico in Europa per valorizzazione del merito, che si propone come riferimento per far ripartire l’ascensore sociale e dare nuova centralità al merito come motore di cambiamento.

Bisleri (CCUM): “Fondamentale diffondere un’aspettativa di miglioramento”

“Le riflessioni sulla concezione di merito espresse da Sandel offrono un’importante occasione per fare il punto sulla missione dei Collegi universitari. Gli enti gestori e gli operatori dei Collegi che rappresento sono impegnati quotidianamente, con autentica passione formativa, a gestire residenze di qualità che si configurano come luoghi di eccellenza – dichiara la Professoressa Carla Bisleri, Presidente CCUM –. Il merito degli studenti ammessi rappresenta al contempo un requisito di accesso e un obiettivo da perseguire: consente il pieno accesso agli studi e la realizzazione personale di giovani che altrimenti ne sarebbero esclusi. Comprendere la visione strutturale delle disuguaglianze sociali per essere riconosciuti come luoghi deputati a una pratica educativa complementare all’università rappresenta un profondo valore anche costituzionale. Da qualche anno l’impegno della CCUM si è esteso a numerosi interlocutori per diffondere la propria azione ed essere parte attiva nella risposta ai bisogni degli studenti che necessitano di alloggi e di orientamento qualificato. Il network tra Collegi e Università si affianca agli indirizzi del Ministero ma, soprattutto, come nella giornata odierna, amplifica insieme ai soggetti pubblici e no profit le opportunità per superare i pregiudizi e affermare le potenzialità dei giovani studenti verso il futuro. Non esistono luoghi virtuosi per definizione. Unitamente alla necessità di rimuovere le cause che producono la disuguaglianza moderna, è fondamentale diffondere un’aspettativa di miglioramento. Le definizioni sono utili, ma altrettanto importante è il confronto. Dare valore al merito ne costituisce la dimensione operativa e l’Italia può vantare, grazie ai Collegi, che la situazione non è stagnante”.

Calabrò (Ipe): “Occasione per riflettere su un tema centrale del nostro tempo”

“Questo convegno è un’occasione preziosa per riflettere insieme su un tema centrale del nostro tempo e che tocca da vicino il mondo della formazione, delle istituzioni e delle politiche sociali” aggiunge il Professor Raffaele Calabrò, Presidente IPE.

I partecipanti al convegno

Hanno aperto i lavori Carla Bisleri, Presidente CCUM, Raffaele Calabrò, Presidente IPE, e Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; nella successiva tavola rotonda sono intervenuti Corrado Del Bò, Università di Bergamo, Gabriele Fava, Presidente INPS, Andrea Lecce, Executive Director Impact Bank Intesa Sanpaolo, Marco Mancini, Segretario Generale MUR, e Gaetano Vecchione, Università Federico II di Napoli.

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