Trapianti, 2025 anno da record per l’Italia: eseguiti 4.678 interventi

Trapianti, 2025 anno da record per l’Italia: eseguiti 4.678 interventi
AP Photo/Molly Riley

Il report del Centro nazionale trapianti conferma il trend positivo per l’Italia: tutti i numeri

L’Italia chiude il 2025 con il numero più alto di trapianti di organo mai registrato: 4.678 interventi eseguiti, 36 in più rispetto al 2024. Il dato emerge dal Report analitico 2025 del Centro nazionale trapianti (Cnt), che fotografa l’attività della Rete trapiantologica italiana su donazioni, trapianti, liste d’attesa, sicurezza e qualità dei processi.

I donatori

Nel corso dell’anno sono stati segnalati nelle rianimazioni 3.290 potenziali donatori, in aumento del 3,9% rispetto al 2024, mentre quelli che hanno effettivamente donato sono stati 1.760 (+1,7%). Con 29,8 donatori per milione di abitanti, l’Italia si conferma seconda tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione, dietro soltanto alla Spagna (51,9)

La donazione a cuore fermo

L’età media dei donatori è salita a 64,2 anni contro i 58,8 del 2016. A trainare la crescita è soprattutto la donazione a cuore fermo, ormai entrata nella pratica clinica di molti ospedali italiani. Nel 2025 i donatori utilizzati con questa modalità sono stati 428, il 50,7% in più rispetto all’anno precedente e pari al 24,3% del totale. Hanno permesso 897 trapianti (+44,2%), circa il 21% dell’attività da donatore deceduto. Nel 2015 i donatori a cuore fermo erano stati appena sei.

Cresce anche la donazione da vivente: i donatori sono stati 387 (+5,7%), di cui 364 di rene e 23 di fegato. Nel corso dell’anno sono stati realizzati inoltre quattro trapianti nell’ambito delle catene cross-over ed è stata registrata la decima donazione samaritana in Italia.

Gli organi

Nel 2025 sono stati effettuati 2.367 trapianti di rene, 1.753 di fegato (+1,8%), 451 di cuore (+9,2%), 144 di polmone (-17,2%) e 35 di pancreas. Gli interventi pediatrici sono stati 211: 93 di fegato, 90 di rene, 25 di cuore e 3 di polmone.

Resta però alta la domanda di organi: alla fine del 2025 erano 8.401 i pazienti in lista d’attesa, il 3,1% in più rispetto agli 8.146 del 2024. I tempi medi per il trapianto sono stati di 20 mesi per il rene, quattro mesi per il fegato, 8,1 mesi per il cuore, 8,7 mesi per il polmone e 8,5 mesi per il pancreas.

Le opposizioni alla donazione

Un nodo ancora aperto riguarda le opposizioni alla donazione. Nel 2025 i rifiuti rilevati nelle terapie intensive sono stati il 29,2%, sostanzialmente stabili rispetto al 28,7% dell’anno precedente. Secondo la stima del Cnt, questi ‘no’ hanno impedito la realizzazione di circa 2.400 trapianti. Più alta la quota delle opposizioni registrate al rinnovo della carta d’identità elettronica: su 3.766.794 dichiarazioni raccolte, i consensi sono stati il 59,9% e i ‘no’ il 40,1%.

Numeri in crescita anche per tessuti e cellule staminali. Le donazioni di tessuti sono state 16.825 (+5,6%), con 27.354 trapianti (+2,6%). Gli iscritti attivi al Registro italiano dei donatori di midollo osseo hanno raggiunto quota 525.682, con 30.872 nuovi reclutamenti. Le donazioni effettive sono state 490 (+19,5%), mentre i trapianti realizzati grazie a un donatore volontario iscritto al Registro sono stati 1.161 (+6%).

Il sì alla donazione è “un sì alla vita”

“Questi risultati confermano la forza del sistema trapiantologico italiano e il profondo senso di solidarietà dei nostri cittadini”, commenta il ministro della Salute Orazio Schillaci. “Siamo consapevoli del fatto che questo settore richiede monitoraggio e impegno costanti. Per questo continueremo a lavorare e a potenziare le attività di sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani, perché la cultura della donazione diventi parte della nostra identità civile. Dire sì alla donazione significa dire sì alla vita. È un messaggio che dobbiamo rendere virale”, conclude il ministro. 

Le sfide future per la Rete nazionale trapianti

Per il direttore generale del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin, “le sfide che attendono la Rete nazionale trapianti nei prossimi anni riguardano il contenimento delle opposizioni, il raggiungimento di una sempre maggiore omogeneità territoriale nell’accesso al trapianto, il consolidamento dei programmi di donazione a cuore fermo e il rafforzamento dei sistemi di qualità e sicurezza. Il mio grazie – conclude Feltrin – va ai donatori e ai loro familiari: senza il loro ‘sì’ sarebbe stato impossibile dare una speranza di vita a più di 50mila pazienti nel nostro Paese”.

© Riproduzione Riservata