Farmaci, attese fino a 4 volte più lunghe tra una Regione e l’altra

Farmaci, attese fino a 4 volte più lunghe tra una Regione e l’altra
Foto LaPresse/Giordan Ambrico

I tempi di attesa per l’accesso ai farmaci variano in maniera consistente da Regione a Regione: l’Osservatorio

In Italia non esiste un modello unitario di governance farmaceutica regionale: un farmaco, dopo aver ottenuto il via libera dell’Aifa su prezzo e rimborso, impiega in media 165 giorni per diventare disponibile al paziente. Ma l’attesa varia da 100 a 400 giorni a seconda della Regione. È quanto emerge dal progetto ‘Osservatorio Regional Access’ (Ora), promosso da Pharma Value in collaborazione con il Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano. 

L’iniziativa punta ad analizzare le tempistiche delle gare regionali di acquisto per comprendere quali determinanti incidano sulla definizione di percorsi e tempi di accesso differenti. In molte Regioni oltre il 60-70% del tempo totale di attesa matura prima ancora che parta la gara. A determinare le differenze non è la presenza di un Prontuario terapeutico regionale, ma soprattutto le modalità di acquisto adottate e la capacità organizzativa della Regioni: quelle medie o piccole impiegano circa il 70% in più delle grandi. 

“I tempi di accesso regionale ai farmaci non dipendono da un singolo elemento, ma dall’interazione tra più dimensioni: gli assetti di governance, la capacità organizzativa delle Regioni, le caratteristiche del farmaco e le modalità di acquisto adottate”, spiega Andrea Marcellusi, professore dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze farmaceutiche – Disfarm. 

La variabilità osservata tra i territori riflette quindi “la natura multifattoriale del percorso di accesso, in cui l’efficienza del sistema dipende soprattutto dal grado di integrazione tra valutazione, programmazione e procurement”, aggiunge Marcellusi. “Comprendere il peso relativo di questi fattori è essenziale per individuare le leve di miglioramento e promuovere modelli organizzativi capaci di ridurre le disuguaglianze territoriali, garantendo ai pazienti un accesso più rapido e uniforme alle terapie su tutto il territorio nazionale”. 

“Quando i tempi possono variare fino a quattro volte da una Regione all’altra, il rischio è che il luogo di residenza incida sulle opportunità di cura”, commenta Valeria Viola, direttrice di Pharma Value. “L’obiettivo dell’Osservatorio – conclude –  è fornire evidenze utili a comprendere quali fattori rallentano i processi e a individuare modelli organizzativi in grado di garantire un accesso più tempestivo ed equo ai farmaci innovativi su tutto il territorio nazionale”. 

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