Nomenclatore tariffario, il nuovo stop del Tar del Lazio e il pressing sul ministero

Nomenclatore tariffario, il nuovo stop del Tar del Lazio e il pressing sul ministero

Nomenclatore tariffario: si ricomincia. Il ministero ha tempo fino a settembre per la revisione

Non c’è pace per il nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale: il Tar del Lazio ha depositato due nuove sentenze che annullano il decreto ministeriale del 25 novembre 2024. È la stessa conclusione a cui erano giunti i giudici amministrativi a settembre 2025, quando avevano accolto i ricorsi dell’Uap, l’Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, di Ahmed, Aiop Sicilia, Federanisap, Confepi , Aisi e Arlev.

Nuovo nomenclatore entro settembre 

Due pronunce che consolidano l’orientamento precedente e, soprattutto, accrescono le pressioni sul ministero, chiamato a rideterminare le tariffe entro il 21 settembre 2026. “Non siamo più davanti a un incidente amministrativo, ma a una reiterata illegittimità”, dice senza mezzi termini Mariastella Giorlandino, presidente nazionale dell’Uap

“Il ministero della Salute – prosegue – non può continuare a prendere tempo. Le sentenze del Tar hanno chiarito che il procedimento va rifatto seriamente, con dati aggiornati, criteri trasparenti e una rilevazione effettiva dei costi sostenuti dalle strutture pubbliche e private accreditate”. 

Per l’Uap il termine di un anno indicato dal Tar, che scade a settembre, “è un termine cautelare, volto a evitare un vuoto regolatorio, non un’autorizzazione all’inerzia. Il ministero deve procedere nel più breve tempo possibile”. Perché ogni mese perduto “rischia di produrre un danno gravissimo: le risorse stanziate per il 2026 per la revisione delle tariffe potrebbero essere utilizzate solo in parte o addirittura non produrre alcun effetto concreto”, avvisa Giorlandino.

Le richieste dell’Uap al ministero

Avere tariffe sottostimate si traduce in “prestazioni sotto costo, strutture in difficoltà, investimenti bloccati, liste d’attesa più lunghe e minore capacità di garantire i Lea ai cittadini”, sostiene Giorlandino. Da qui la richiesta al ministero della Salute di rendere pubblico il cronoprogramma della revisione, indicando stato dell’istruttoria, criteri utilizzati per la rilevazione dei costi, confronto con il ministero dell’Economia e tempi per l’adozione del nuovo decreto. 

In caso contrario, avverte l’Uap, potrebbero essere valutate iniziative nelle sedi competenti per accertare eventuali responsabilità legate al mancato utilizzo delle risorse disponibili. Perché “il tempo delle attese è finito – conclude Giornalino – il ministero agisca subito”. 

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