Mentre la riforma della medicina territoriale a firma Schillaci appare sempre più impantanata tra le resistenze dei medici di famiglia e le perplessità di parte della maggioranza, le Case di Comunità finiscono al centro dell’ennesima polemica. A tenere banco oggi sono i manifesti della Regione Liguria, diventati presto virali sui social: “Diarrea? Vai alla Casa della Comunità!”, è lo slogan che ha di certo attirato l’attenzione, ma anche non poche critiche.
Le critiche
“Complimenti alla Regione Liguria che, con questi manifesti – che lasciano ampio spazio all’immaginazione – sta svilendo la professionalità dei sanitari che lavorano nelle case di comunità”, scrive su Facebook ‘Nessuno tocchi Ippocrate’, la pagina nata a difesa degli operatori sanitari vittime di aggressioni. “Ritirate i manifesti altrimenti ‘Nessuno tocchi Ippocrate’ si farà promotrice di una class action nei vostri confronti”, si legge ancora nel post.
La replica della Regione
Non si è fatta attendere la replica della Regione Liguria. “C’è chi ha sorriso, chi lo ha fotografato e chi lo ha condiviso sui social. Di certo il messaggio non è passato inosservato”, sottolinea la Giunta regionale con una nota. “È proprio questo l’obiettivo della campagna di Regione Liguria partita a giugno: utilizzare un linguaggio semplice, diretto e immediatamente comprensibile per far conoscere ai cittadini liguri le 32 Case della Comunità realizzate sul territorio grazie ai fondi del Pnrr”.

L’obiettivo dei manifesti
Per la Regione, infatti, dietro uno slogan che in molti hanno giudicato inappropriato, si annida un messaggio concreto: “Per molte patologie a bassa complessità non è necessario recarsi al pronto soccorso. I cittadini – prosegue la nota – possono accedere gratuitamente e senza prenotazione alle Case di Comunità, dove trovano i medici di medicina generale pronti a fornire assistenza e orientamento”.
I nodi irrisolti delle Case di Comunità
È proprio questo il nocciolo della questione, uno dei principali nodi irrisolti della riforma della medicina generale che punta a rendere operative le Case di Comunità: lì dentro i medici ci saranno davvero? A LaSalute di LaPresse Silvestro Scotti – segretario della Fimmg e oppositore della prima ora della riforma – ha detto che sulla riforma “non abbiamo più avuto notizie dal 13 maggio”.
Le rassicurazioni di Gemmato
Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, prova a gettare acqua sul fuoco. “Le Case di Comunità saranno aperte nei tempi previsti, con la disponibilità condivisa dei medici di medicina generale”, dichiara Gemmato in una nota. Intanto il tempo stringe: il termine del 30 giugno, entro il quale le nuove strutture dovranno essere operative, è sempre più vicino.

