Schillaci difende la sua riforma: “Non smantella il medico di famiglia”

Schillaci difende la sua riforma: “Non smantella il medico di famiglia”
Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il ministro Schillaci difenda la riforma della medicina territoriale : “Libera il potenziale dei medici”

“La riforma non smantella la figura del medico di famiglia: stiamo finalmente liberando tutto il suo potenziale”. Con queste parole, durante il Question time alla Camera, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha difeso la sua riforma della medicina generale, in risposta a un’interrogazione parlamentare a prima firma Boschi sulle carenze di organico del Ssn.

Pronto soccorso intasati 

Mentre i pronto soccorso “sono spesso intasati da codici bianchi e verdi, da persone che potrebbero e dovrebbero essere seguite altrove ma che spesso non sanno dove andare, i medici di famiglia sono sempre meno, la professione ha perso attrattività negli anni”, osserva Schillaci. “E chi rimane regge spesso in maniera eroica un modello non più adeguato alla domanda di salute del nostro tempo”. 

Medico di famiglia garante della salute 

Sta tutta qui la ratio della riforma a firma Schillaci che prevede l’impiego dei medici di famiglia nelle nuove Case di comunità. “Il medico di famiglia deve tornare a essere il garante della salute dei cittadini, non solo il gestore di malattie acute”, auspica il ministro. Affinché ciò avvenga, però, “ha bisogno di una squadra, di strumenti digitali, di un contesto organizzativo che sostenga il suo lavoro”. 

Le Case di comunità

E cioè delle Case di comunità, che non sono “un’idea astratta” ma “una risposta concreta a un medico oggi solo davanti a una domanda di salute sempre più complessa”. Per questo, secondo Schillaci, bisogna passare “da una sanità che gestisce la malattia a una sanità che costruisce la salute”. 

E sulle accuse di mancato confronto con le categorie interessate il ministro precisa che “il confronto con le Regioni è in corso da inizio legislatura. È stato costruttivo, operativo e la proposta finale non sarà calata dall’alto”. Mentre con le “organizzazioni di categoria, come in passato, ci sarà”. Le Case di comunità non saranno quindi “edifici da inaugurare con nastri da tagliare, ma luogo fisico dove la riforma prende corpo”. 

Riformare la medicina territoriale “con coraggio”

Davanti al dato Istat dei 5,8 milioni di italiani che nel 2024 hanno rinunciato alle cure, Schillaci non si nasconde: “Rendere più efficiente il Servizio sanitario nazionale che è riconosciuto universalmente tra i migliori al mondo richiede scelte serie”. La domanda vera, conclude, “non è se riformare, ma se farlo con coraggio o con demagogia. Noi abbiamo scelto la prima strada e non cambieremo”.

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