Continua a far discutere la proposta di riforma della medicina territoriale che porta la firma del ministro della Salute Orazio Schillaci. Se l’opposizione della categoria interessata era facilmente pronosticabile – il segretario generale della Fimmg Silvestro Scotti ha parlato del rischio di “accessi impropri al pronto soccorso, cronicità non gestite e peggioramento delle disuguaglianze territoriali” – adesso Schillaci deve fare i conti anche con le critiche che si levano tra le fila del Governo.
La bocciatura di Tajani
“Ogni paziente desidera avere un medico di famiglia di fiducia, che conosce e che è sempre disponibile. Per questo il medico di famiglia è insostituibile presidio sanitario e sociale del Servizio sanitario nazionale senza il quale l’intero sistema cadrebbe in gravi difficoltà”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
E il segretario nazionale di Forza Italia ha rincarato la dose: “Soluzioni pasticciate e burocratiche rischiano di mettere in difficoltà il Servizio sanitario nazionale, aumentando i costi pubblici e rendendo inefficiente il servizio di prima assistenza, presidio sanitario essenziale dei cittadini”.

La spesa farmaceutica in crescita
La riforma della medicina territoriale non è l’unica gatta da pelare per il ministro Schillaci. Negli ultimi giorni, infatti, tiene banco anche la vicenda della spesa farmaceutica che continua a crescere a ritmi sostenuti. L’Agenzia italiana del farmaco ha diffuso i dati relativi al periodo tra gennaio e ottobre 2025: la spesa per i farmaci ammonta a 21 miliardi, contro i 19,6 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un netto +6,9% e un scostamento dal tetto programmato di 3,77 miliardi di euro.
Dati che contribuiscono a complicare il rapporto tra vertici Aifa e ministero della Salute. La tensione tra via del Tritone e Lungotevere Ripa è palpabile da mesi, fin da quando lo scorso febbraio il ministro indirizzò ai vertici dell’Agenzia una lettera piuttosto dura in cui chiedeva trasparenza nella gestione della spesa farmaceutica. Una spaccatura che, secondo la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, “rischia di indebolire la capacità decisionale e la credibilità dell’intero sistema”.

