Vaccini e autismo, la giravolta dei Cdc e gli effetti sulla salute

Vaccini e autismo, la giravolta dei Cdc e gli effetti sulla salute
Wei’brod/picture-alliance/dpa/AP Images

Il potere della comunicazione e i rischi legati all’incertezza: il caso vaccini in Usa

È il caso di ribadirlo, da tempo la scienza non ha dubbi: i vaccini non sono associati all’autismo. Tuttavia il cambiamento nella comunicazione dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) statunitensi nell’era Trump sta avendo degli effetti sulla fiducia nei vaccini e sulle scelte delle persone. A sostenerlo è un interessante studio pubblicato su ‘Science’.

Facciamo un passo indietro. Già da qualche mese, con una serie di interventi, i Cdc sono passati dall’enfatizzare la sicurezza ad evidenziare l’incertezza dell’utilizzo dei vaccini, il che potrebbe implicare che un legame con l’autismo non sia stato completamente escluso. In questo studio il team di Robert Böhm dell’University of Innsbruck, insieme ai colleghi dell’Università di Vienna, ha condotto un esperimento online utilizzando un campione di 2.989 volontari adulti statunitensi per valutare i possibili effetti di questa nuova comunicazione.

L’esperimento

Ai partecipanti è stata mostrata in modo casuale una dichiarazione in stile Cdc e una basata sul dato scientifico le loro reazioni sono state misurate. Così gli scienziati hanno scoperto che l’esposizione a messaggi basati sull’incertezza aumenta la percezione dei rischi legati ai vaccini, riduce le intenzioni di vaccinazione, diminuisce la fiducia nei Cdc e aumenta l’adesione al negazionismo scientifico.

Questi effetti si sono verificati indipendentemente dall’orientamento politico dei partecipanti. “Nel complesso, i risultati sottolineano la responsabilità delle istituzioni sanitarie pubbliche di comunicare l’incertezza scientifica in modo da proteggere, piuttosto che indebolire inavvertitamente, la salute della popolazione”, scrivono gli autori.

Il potere dell’ambiguità

“Questo studio misura qualcosa che ogni medico con esperienza clinica conosce: dare informazioni contraddittorie o ambigue crea più angoscia dell’ammettere di non sapere, come capita spesso in medicina”, dice a LaSalute di LaPresse Arnaldo D’Amico, medico giornalista scientifico e scrittore, autore del libro ‘La memoria del nemico’ (Il Saggiatore).

“Per decenni il consenso sul legame vaccini-autismo è stato inequivocabile: non esiste. Chi aveva pubblicato quella ricerca è stato cacciato dall’ordine dei medici, condannato in tribunale, e ha ammesso di aver fabbricato i dati su commissione. Quando i Cdc hanno cominciato a sottolineare l’incertezza, non hanno aggiunto informazione, hanno sottratto certezza”, continua D’Amico.

Ma la certezza, in medicina preventiva, “è l’unico strumento che funziona. Lo studio lo dimostra con numeri: basta un solo messaggio che enfatizza l’incertezza per aumentare i rischi percepiti, ridurre le intenzioni vaccinali e aumentare la propensione a rifiutare le prove scientifiche. Indipendentemente dall’orientamento politico. È un meccanismo che la storia della medicina conosce bene, lo stesso che racconto in ‘La memoria del nemico’”, chiosa lo studioso.

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