Policlinico Gemelli, Gemelli Isola e Mater Olbia danno vita a un modello collaborativo e multidisciplinare per migliorare i percorsi di cura del tumore al seno. Nasce così la rete senologica GIMSeno, che punterà a valorizzare le attività cliniche, formative e di ricerca dei tre istituti.
“Non è solo un progetto ma un vero e proprio modello di lavoro. Una rete che nasce come comunità e si sviluppa come un ecosistema di professionisti, fondato su rispetto, dialogo, confronto e sostegno reciproco”, dichiara a LaSalute di LaPresse Gianluca Franceschini, direttore della Uoc di Chirurgia senologica del Policlinico Gemelli Irccs.
“Qui le competenze non si sommano soltanto: si integrano, si rafforzano e si mettono al servizio di una visione condivisa. L’obiettivo è superare la frammentazione dei percorsi e costruire una collaborazione strutturata tra clinica, ricerca e formazione, capace di migliorare in modo concreto la qualità della cura”, prosegue Franceschini.
In senologia, oggi, il valore non risiede solo nell’eccellenza dei singoli centri, ma nella capacità di “lavorare insieme come sistema, valorizzando ogni contributo all’interno di una comunità coesa. Un percorso che nasce dalla connessione tra esperienze diverse e si realizza attraverso una collaborazione autentica, trasformata in valore reale per le pazienti”, aggiunge.
“La creazione di GIMSeno rappresenta la multiprofessionalità e la multidisciplinarietà nella sua accezione più alta”, commenta con soddisfazione Daniele Piacentini, direttore generale del Gemelli.
Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Gasbarrini, direttore scientifico dell’istituto. “È un modello ideale anche per la ricerca. Far lavorare medici di diverse specialità, mettendo al centro il paziente e partecipando ai trial clinici su device e farmaci può anticipare la pratica clinica anche di dieci anni”.
“Abbiamo già raggiunto numeri importanti in senologia e vogliamo portare anche a Olbia e in Sardegna tutte le terapie integrate, un elemento che contraddistingue l’operato del Gemelli”, aggiunge Giovanni Paolo D’Incecco Bayard de Volo, amministratore delegato di Mater Olbia.
“Avere un centro integrato, trasversale, dove si lavora fianco a fianco come se i colleghi delle altre strutture fossero nella stanza accanto è molto importante”, aggiunge.
“Cronicizzare una malattia come il tumore del seno significa normalizzarla”, sottolinea Maria Antonietta Gambacorta, direttrice del Dipartimento Diagnostica per immagini e radioterapia oncologica del Gemelli.
“GIMSeno è un esempio anche per tutte le altre patologie tumorali che negli anni siamo riusciti a cronicizzare – conclude Gambacorta – e rappresenta una speranza anche per quelle che ancora non riusciamo a curare al meglio, come il tumore del pancreas o dell’encefalo”.

