Robot che assistono i pazienti, affiancando il lavoro degli operatori sanitari: accade all’Ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza, dove tre robot Oss sono entrati in funzione nell’area di emergenza-urgenza con l’obiettivo di contribuire a ridurre fino all’80% il rischio di infezioni correlate all’assistenza.
I robot Oss
I robot umanoidi sono progettati per supportare gli operatori socio-sanitari nelle attività di assistenza igienica e nella gestione del paziente, garantendo procedure standardizzate e un maggiore controllo del rischio di contaminazione, soprattutto nei contesti ad alta intensità assistenziale come pronto soccorso, medicina d’urgenza e terapia intensiva.
I dispositivi sono operativi già dallo scorso mese di gennaio e il personale sanitario coinvolto è stato preventivamente formato per il loro utilizzo. “L’ospedale Annunziata è impegnato in un percorso continuo di innovazione organizzativa e tecnologica”, dichiarato il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar.

Ridurre i rischi clinici
“Oggi siamo davanti alla sanità applicata, quella concreta di cui spesso si parla quando si fa riferimento alla sanità digitale e all’ospedale tecnologico. Questa è stata una sfida e una visione che parte dalla Calabria e che può rappresentare un modello per il sistema sanitario nazionale”, sottolinea il direttore generale.
“L’introduzione di questi robot non sostituisce il lavoro degli operatori, ma lo supporta. L’obiettivo è migliorare l’organizzazione dell’assistenza, ridurre i rischi clinici e consentire al personale sanitario di dedicare più tempo alle attività di cura e alla relazione con i pazienti”, aggiunge De Salazar.
L’idea dell’introduzione dei robot nasce da un progetto clinico sviluppato all’interno dell’ospedale per rafforzare le strategie di prevenzione delle infezioni ospedaliere. “Le infezioni correlate all’assistenza rappresentano oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari di tutto il mondo”, spiega Andrea Bruni, direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza dell’Azienda ospedaliera di Cosenza.
“L’Organizzazione mondiale della sanità – prosegue – stima che entro il 2050 potrebbero causare più vittime delle malattie tumorali. Per questo abbiamo ritenuto importante dotarci di una tecnologia che supporti concretamente gli operatori sanitari nel contrasto alla diffusione delle infezioni».
I robot aiutano gli operatori a “svolgere le procedure assistenziali con maggiore uniformità e sicurezza. Le macchine seguono protocolli molto rigidi – conclude Bruni – e consentono di ridurre il rischio di trasmissione delle infezioni tra un paziente e l’altro”.

