Operato al cervello da sveglio a 9 anni, l’intervento da primato a Padova

Operato al cervello da sveglio a 9 anni, l’intervento da primato a Padova
Azienda Ospedale Università di Padova

Sta bene il bimbo operato al cervello da sveglio a Padova. Finora sono poco più di 130 i casi pediatrici al mondo.

Un bambino operato al cervello a 9 anni da sveglio. Suscita interesse e speranza la notizia del primo intervento di neurochirurgia pediatrica con paziente sveglio a Padova. In sala operatoria Luca Denaro, direttore Uoc di Neurochirurgia pediatrica e funzionale e Marina Munari, direttore Uoc di Anestesia e Rianimazione Osa. L’operazione è andata bene e il piccolo paziente è tornato a casa. 

I precedenti anche in Italia

I primi dati relativi a questo approccio per interventi pediatrici risalgono alla fine degli anni ’90 e l’Italia è un’eccellenza nell’impiego di questo approccio negli adulti. Finora sono poco più di 130 i casi pediatrici pubblicati in letteratura a livello mondiale, dicono dall’Azienda Ospedale Università di Padova. A quanto apprende LaSalute di LaPresse, all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il primo intervento di questo tipo è stato effettuato il 7 ottobre del 2014. Nella struttura, da allora, ne sono stati eseguiti 4-5, allo scopo di valutare la reazione di specifiche zone del cervello ‘in diretta’.

Numeri che danno conto dell’eccezionalità di un approccio che richiede competenze ed esperienza. L’età media è dei piccoli pazienti è di circa 12 anni ( 7-17 anni) e, nella maggior parte dei casi (80%), il bersaglio erano tumori al cervello.

Il caso del bimbo operato al cervello da sveglio

Il piccolo paziente di Padova invece presentavauna lesione parieto temporale sinistra profonda, che gli impediva di integrare informazioni sensoriali, spaziali e linguistiche. Una specie di ‘blocco’.

La tecnica 

Ma perché operare da svegli? La tecnica utilizzata dagli specialisti permette di monitorare funzioni cerebrali che altrimenti non potrebbero essere tenute sotto stretto controllo e di asportare la maggior parte delle cellule malate limitando al minimo i possibili rischi di deficit.

È stata utilizzata finora in bambini con tumori cerebrali, epilessia farmacoresistente, lesioni vascolari. “I criteri di eleggibilità sono la maturità cognitiva e l’equilibrio psicologico”, fanno sapere dalla struttura.

Per il successo di questo intervento è stato coinvolto un team multidisciplinare coordinato da Luca Denaro e composto da anestesisti, neurologi, neurochirurghi, neuropsicologi, logopedisti, tecnici di neurofisiologia, personale infermieristico di sala operatoria.  Il bimbo è stato dimesso ed è tornato a casa.

*Articolo aggiornato

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