Trapianto di linfonodi col robot, nuova tecnologia al Policlinico di Bari

Trapianto di linfonodi col robot, nuova tecnologia al Policlinico di Bari

A Bari intervento di trapianto di linfonodi addominali per un linfedema degli arti inferiori col robot.

Il robot non sostituisce il chirurgo, ma è come se lo dotasse di super poteri, per una precisione massima e risultati migliori. E ormai le applicazioni sono interessanti anche in chirurgia plastica. È stato eseguito per la prima volta al Policlinico di Bari un intervento di trapianto di linfonodi addominali per un linfedema degli arti inferiori completamente con tecnica robotica. 

La fase di prelievo addominale è stata eseguita dall’équipe di chirurgia generale diretta da Angela Pezzola con l’impiego del robot Da Vinci, mentre le suture microchirurgiche sono state realizzate dall’équipe di Chirurgia plastica e ricostruttiva con Michele Maruccia e Rossella Elia e con l’impiego del sistema Symani. “La robotica applicata non sostituisce il chirurgo – dice Elia – ma ne amplifica le capacità, soprattutto in microchirurgia, dove ogni dettaglio è decisivo”.

La novità e gli strumenti miniaturizzati

Si tratta della prima volta che questa tecnologia viene utilizzata a supporto di interventi di chirurgia ricostruttiva ad alta complessità nel Sud Italia, dicono dal Policlinico di Bari. Il robot per la chirurgia plastica assistita è dotato di una console per il chirurgo durante le procedure microchirurgiche grazie a strumenti miniaturizzati, i più piccoli al mondo dotati di polso articolato, progettati per operare con estrema precisione su strutture di dimensioni millimetriche.

Il Policlinico di Bari sta valutando l’impiego della chirurgia robotica anche nella chirurgia plastica e ricostruttiva, con particolare attenzione ai contesti di maggiore complessità clinica. L’introduzione del robot “rappresenta un salto di qualità straordinario per la nostra unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. È il risultato di una visione condivisa che punta su innovazione, formazione e centralità del paziente”, evidenzia il direttore dell’unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Giuseppe Giudice.

Secondo Michele Maruccia la tecnologia robotica “potrà essere progressivamente integrata nella pratica clinica, ampliando le indicazioni e migliorando ulteriormente i risultati per i pazienti”.

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