“Incrementiamo le attività chirurgiche oncologiche grazie all’ampliamento del blocco operatorio e all’assunzione di 17 anestesisti e di 27 infermieri dedicati. I vantaggi sono la riduzione dei tempi di attesa e maggiore precisione, qualità e sicurezza delle cure per pazienti e operatori”. Così Livio De Angelis, direttore generale Ifo, commenta le ultime novità ‘targate’ Regina Elena e San Gallicano.
Il blocco operatorio dell’Istituto è stato ampliato con un investimento di 2.283.487 euro e sono state attivate due nuove sale operatorie con i relativi servizi di supporto. Nuovi spazi accompagnati da un rafforzamento tecnologico, con sempre al centro la diagnosi e la cura del tumore, come assicurano dalla struttura.
Interventi in diretta
Così oggi da Centro Congressi Ifo, alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, sono stati trasmessi in diretta 4 interventi di chirurgia oncologica robotica di alta complessità, più uno in laparoscopia.
Il taglio del nastro della nuova area, che si sviluppa su 600 metri quadrati e si integra pienamente con quella esistente, porta a 10 le sale operatorie dedicate esclusivamente alla chirurgia complessa, tutte digitalmente integrate e collegate alla cartella clinica elettronica. Gli ambienti supportano ogni tipologia di chirurgia oncologica, con particolare attenzione alle tecniche mininvasive e robotiche.
I numeri di un’eccellenza, l’impegno degli Ifo contro i tumori
Nell’ultimo anno agli Ifo sono stati effettuati 7.377 interventi chirurgici, tra regime ordinario e day surgery, riferiti complessivamente agli Istituti Regina Elena e San Gallicano. Nel totale anche 1.468 interventi di chirurgia robotica multi-port e single-port, con una crescita complessiva di circa il 55% negli ultimi cinque anni.
La stessa attenzione alla qualità e sicurezza guida agli Ifo anche la digitalizzazione dei processi: dalla gestione integrata dei dati clinici fino alla tracciabilità del paziente lungo l’intero percorso chirurgico, consultabile in tempo reale da familiari attraverso un monitor in sala d’attesa che indica inizio e fine dell’intervento. Perché l’umanizzazione delle cure passa anche per la tecnologia.

