Ricevono investimenti insufficienti in ricerca, prevenzione e controllo, restando ai margini delle agende sanitarie globali: è per questo che sono chiamate malattie tropicali neglette (Neglected tropical diseases). Eppure convive con queste patologie oltre un miliardo di persone nel mondo, come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
La Giornata mondiale
Il 30 gennaio ricorre la Giornata mondiale delle malattie tropicali neglette, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità per richiamare l’attenzione su un’emergenza sanitaria globale ancora largamente sottovalutata. Secondo l’Oms, parliamo di una costellazione che comprende 21 gruppi di malattie causate da diversi agenti patogeni, in larga parte parassiti.
La diffusione delle malattie tropicali neglette
Nonostante siano diffuse soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali fragili dal punto di vista economico, alcune patologie sono presenti anche nei Paesi ad alto reddito, inclusa l’Italia. Se talune circolano endemicamente sul territorio nazionale, altre vengono sempre più spesso importate con i viaggi.
“Viviamo in un mondo in cui ci si muove sempre di più e, con le persone, viaggiano anche le malattie: infezioni che per lungo tempo abbiamo considerato lontane oggi possono raggiungere rapidamente nuovi territori, rendendo indispensabile un’attenzione costante, coordinata e globale da parte dei sistemi sanitari”, ha dichiarato il presidente dell’Aifa Robert Nisticò.
La situazione in Italia
Dal 1 gennaio al 23 dicembre 2025 il sistema di sorveglianza nazionale dell’Istituto superiore di sanità ha registrato 469 casi confermati di Chikungunya e 217 casi di dengue. Dati che mostrano come “queste infezioni possano ormai interessare direttamente anche il nostro Paese, rafforzando la necessità di investire in prevenzione, sorveglianza epidemiologica, capacità diagnostiche e ricerca scientifica”, ha aggiunto Nisticò.
Nel nostro Paese sono presenti anche tracoma, oncocercosi, lebbra e più recentemente opistorchiasi. Alcune di queste patologie sono da considerare storicamente endemiche in Italia a causa della presenza di vettori competenti (pappataci) per la leishmaniosi e di ospiti mammiferi intermedi e definitivi (ovini e cani da pastore) per l’echinococcosi cistica. Quest’ultima è una delle malattie tropicali neglette di maggiore rilevanza in Italia, con 24651 ospedalizzazioni riportate nel periodo 1997-2021.
La road map dell’Oms
In questo scenario si inserisce la road map dell’Oms per il periodo 2021-2030. A dicembre 2025, 58 Paesi avevano eliminato almeno una di queste patologie e 84 processi di eliminazione erano stati completati e riconosciuti. Nel 2024 oltre 880 milioni di persone hanno ricevuto trattamenti mirati, sostenuti anche da uno dei più grandi programmi di donazione di farmaci al mondo. Tra il 2011 e il 2025 sono stati distribuiti ai Paesi oltre 31 miliardi di compresse e flaconi.
La Giornata mondale delle malattie tropicali neglette ci ricorda quindi che serve un impegno politico e scientifico più deciso, fondato su sorveglianza, prevenzione, accesso alle cure e ricerca, secondo un approccio integrato di One Health, per rispondere a una minaccia che non conosce confini geografici.

