C’è un modo per ridurre le attese e l’affollamento dei pronto soccorso, semplificando finalmente la vita di pazienti e operatori sanitari. La chiave sta nei dati e nel loro utilizzo intelligente, per programmare i servizi e rafforzarli dove e quando serve.
Ne sono convinti i ricercatori di Gabie – l’hub dell’epidemiologia made in Italy – Massimo Ciccozzi e Francesco Branda dell’Università Campus Bio-Medico di Roma che, in collaborazione con colleghi di Università di Salerno (Giovanni Boccia e Vincenzo Andretti), Policlinico San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e con la società tecnologica Ethica System, hanno realizzato una piattaforma italiana di analisi in tempo reale che promette di trasformare radicalmente il modo in cui i pronto soccorso raccolgono, leggono e utilizzano i propri dati. Testandola con successo, come si legge su ‘Jamia Open’.
Dentro l’emergenza
EmergInsight – crasi di “Emergency” e “Insight” – punta a fornire ai medici strumenti di conoscenza immediata e predittiva, capaci di migliorare la gestione dei flussi, la qualità dell’assistenza e la pianificazione delle risorse nei pronto soccorso.
Come? Facendo decollare la digitalizzazione. Se in alcune regioni del Nord il fascicolo sanitario elettronico è ormai una realtà integrata nella pratica clinica quotidiana, al Centro e al Sud la sua adozione è ancora parziale, ostacolata da carenze infrastrutturali e da una limitata interoperabilità tra ospedali, ambulatori e medicina territoriale.
Ebbene, la nuova piattaforma dimostra che l’interoperabilità dei dati è possibile anche in ecosistemi digitali eterogenei, grazie a un’architettura flessibile, scalabile e basata su standard aperti.
“Non impone la sostituzione dei sistemi esistenti, ma li connette, traducendo i dati in un linguaggio comune che consente di integrarli e visualizzarli in tempo reale”, dicono Ciccozzi, Branda e colleghi. Un approccio pragmatico, che si adatta alla realtà del Servizio Sanitario Nazionale, dove ospedali e regioni opera con regole, flussi e software gestionali differenti.
Il test in un vero pronto soccorso
A dimostrare l’efficacia del sistema è stato un test condotto al Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, analizzando due anni di attività (2022–2023) e oltre 114.000 accessi.
I ricercatori hanno ricostruito trend stagionali e fluttuazioni settimanali, identificato pattern territoriali di provenienza dei pazienti, individuato aree ad alta domanda e correlato i dati clinici con tempi di attesa, codici di triage e tassi di ricovero.
Risultato? EmergInsight “non è solo uno strumento di monitoraggio, ma un vero e proprio laboratorio di conoscenza sanitaria, in grado di restituire una fotografia precisa e dinamica dell’attività del pronto soccorso”, assicurano gli scienziati.
Attraverso visualizzazioni interattive, mappe geospaziali e analisi predittive, la piattaforma consente ai decisori sanitari di interpretare i fenomeni in tempo reale, anticipando criticità e migliorando la gestione delle risorse. Un’opportunità preziosa per la sanità di domani.

