Influenza K: gli ultimi numeri, il picco e quanto durerà

Influenza K: gli ultimi numeri, il picco e quanto durerà
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Dal dal 5 gennaio all’11 gennaio i casi di virus respiratori sono stati 773mila. I dati Iss e le previsioni del virologo.

La fase acuta dell’influenza “probabilmente ce la siamo lasciata alle spalle, ma c’è l’incognita della riapertura delle scuole. Quindi presumibilmente affronteremo una lenta discesa dei contagi, con un numero importante di casi”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano, commentando gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità.

Dal dal 5 gennaio all’11 gennaio i casi di virus respiratori sono stati 773mila, in frenata rispetto alla settimana precedente. L’incidenza è stata pari a 13.3 casi per 1.000 assistiti, contro 14,1 di sette giorni prima. Stando al report RespiVirNet siamo a 8,4 milioni di casi. “Influenza e virus respiratori – prevede il virologo – ci faranno compagnia fino alla fine del mese di febbraio”.

Il picco e la cautela degli esperti Iss

In effetti gli specialisti di Malattie infettive dell’Istituto di viale Regina Elena invitano alla cautela. “Sebbene l’incidenza risulti ancora in diminuzione rispetto alle due settimane precedenti, per verificare il superamento del picco – avvertono – bisogna attendere le prossime settimane, alla luce dell’eventuale impatto della riapertura delle scuole e delle altre attività dopo le festività natalizie sulla circolazione dei diversi virus respiratori”.

E non caso l’incidenza più elevata si osserva, come al solito nei bimbi piccoli: a 0-4 anni abbiamo circa 28 casi per 1.000 assistiti.

Le regioni più colpite da influenza e virus respiratori

Febbre alta e malanni si fanno sentire soprattutto in Basilicata, ma l’incidenza è alta ancora in Abruzzo, Sicilia e Sardegna. L’intensità della circolazione del virus è media nelle Marche, nel Lazio, in Molise e in Puglia, mentre è bassa in tutte le altre regioni eccetto Campania e Calabria, i cui dati non sono disponibili.

Nella settimana in esame, inoltre, si registra un tasso di positività per l’influenza del 39,3% nella comunità, mentre nel flusso ospedaliero sale al 44,9%.

Polmoniti e forme gravi

La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza infine evidenzia un numero di casi nella settimana dal 28 dicembre al 4 gennaio in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A/H1N1pdm09. E questo anche se a essere più diffuso è il virus A/H3N2, con il celebre subclade K nettamente prevalente.

Infine gli specialisti segnalano che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata “riguarda persone non vaccinate”. Una segnalazione che non stupisce, ma fa riflettere.

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