Mezzo secolo di impegno per fare la differenza in salute e medicina, memori delle radici ma con lo sguardo al futuro. “La Fondazione Lorenzini ha saputo diventare un punto di riferimento come laboratorio di idee e di connessioni in molti ambiti cruciali, in una dimensione sempre più internazionale”, ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel corso delle celebrazioni dei primi 50 anni della fondazione. “Di fronte alle sfide complesse che ci troviamo ad affrontare oggi, è evidente come sia sempre più essenziale creare spazi di confronto tra Istituzioni, comunità scientifica e cittadini, per delineare insieme i nuovi scenari della salute”.
“Il valore di questa ricorrenza non è nella nostalgia, ma nella continuità di una missione che oggi è ancora più attuale. Vogliamo compiere un passo ulteriore, proponendo una visione della salute come responsabilità condivisa, che accompagna la persona lungo tutto l’arco della vita e richiede scelte integrate, investimenti lungimiranti e una nuova alleanza tra scienza, Istituzioni e società”, ha chiarito il genetista Giuseppe Novelli, presidente Fondazione Lorenzini.
Un po’ di storia
Il 2026 segna i 50 anni dal riconoscimento ufficiale della Fondazione Giovanni Lorenzini, avvenuto nel marzo 1976 con Decreto del Presidente della Repubblica come ente senza scopo di lucro. La sua storia, però, comincia qualche anno prima perché la Fondazione nasce nel 1972, con l’obiettivo di tradurre i risultati della ricerca scientifica in benefici concreti per pazienti, Istituzioni e società, ricevendo nello stesso anno dal Comune di Milano l’Ambrogino d’Oro per meriti culturali e sociali.
Le 10 intuizioni della Fondazione Lorenzini che parlano ancora al futuro
L’infiammazione e le prostaglandine
Già nei primi anni Settanta, la Fondazione porta in Italia il confronto su infiammazione e prostaglandine, con la Lorenzini Lecture del Premio Nobel Ulf von Euler nel 1971 e il First International Congress on Prostaglandins nel 1975.
Il dialogo con i Premi Nobel
La Fondazione si afferma presto come luogo di confronto scientifico internazionale, coinvolgendo figure di massimo rilievo della medicina e della ricerca biomedica, tra cui Premi Nobel legati agli studi sulle prostaglandine e sui meccanismi dell’infiammazione (Bengt Samuelsson, John Vane, Sune Bergstrom).
La prevenzione cardiovascolare
Nel 1980 promuove una delle prime campagne educative in Italia sulla prevenzione dell’ipercolesterolemia, anticipando un tema che oggi è centrale nella salute pubblica.
La Fondazione Italiana per il Cuore
Nel 1990 contribuisce alla costituzione della Fondazione Italiana per il Cuore, dedicata alla prevenzione e alla promozione della salute cardio-cerebrovascolare e metabolica.
Il ponte scientifico tra Italia e Stati Uniti
Con la nascita, nel 1984, della Giovanni Lorenzini Medical Foundation negli Stati Uniti, la Fondazione rafforza il proprio ruolo internazionale e la capacità di mettere in relazione sistemi di ricerca, Sanità e Istituzioni.
La salute della donna oltre gli stereotipi
Dagli anni Novanta avvia un lavoro sulla salute della donna e sulla menopausa.
La medicina di genere
Nel 2009 contribuisce alla nascita del Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, in collaborazione con l’Università di Padova, tra le prime esperienze italiane dedicate a questo ambito.
L’alfabetizzazione sanitaria come responsabilità sociale
La Fondazione Lorenzini lavora da sempre per rendere la conoscenza scientifica più accessibile.
I primi 1000 giorni come investimento sulla salute futura
Con il progetto sui primi 1000 giorni di vita, oggi in fieri, la Fondazione porta avanti una visione della prevenzione che inizia prima della nascita e accompagna l’intero percorso di vita.
La salute lungo tutto l’arco della vita
Oggi la nuova direzione della Fondazione tiene insieme inizio della vita, età dello sviluppo, vita adulta e longevità, proponendo una salute non più letta per compartimenti separati, ma come percorso continuo.

