Diabete, la metformina riduce lo stress ossidativo nelle donne

Diabete, la metformina riduce lo stress ossidativo nelle donne
Photo by: Jens Kalaene/picture-alliance/dpa/AP Images

Il farmaco contro il diabete di tipo 2 sembrerebbe produrre effetti diversi a seconda del genere.

La metformina, il farmaco antidiabetico più prescritto al mondo, riduce in modo significativo lo stress ossidativo nelle donne con diabete di tipo 2. Il dato, emerso da una ricerca pubblicata sull’European journal of pharmacology, rappresenta una delle prime evidenze cliniche di una risposta antiossidante differenziata per genere alla metformina. 

Lo studio in Sardegna

Lo studio pilota, condotto in Sardegna presso l’Unità operativa di diabetologia dell’Asl Gallura di Olbia, ha arruolato 56 pazienti con diabete di tipo 2, di cui 29 uomini e 27 donne, non fumatori, con pressione arteriosa e livelli di grassi nel sangue nella norma, in buon controllo metabolico e privi di complicanze.

I partecipanti sono stati suddivisi in soggetti in terapia con metformina e pazienti mai trattati in precedenza. Nelle donne sottoposte alla terapia è stata osservata una riduzione del 38,9% della malondialdeide (Mda), principale marcatore di stress ossidativo e perossidazione lipidica. Negli uomini, al contrario, non sono emerse riduzioni significative dei livelli di Mda.

Il commento della Simdo 

“Lo stress ossidativo è uno dei principali meccanismi responsabili delle complicanze del diabete”, spiega Giancarlo Tonolo, presidente della Società italiana metabolismo, diabete e obesità.

“Osservare che la metformina è in grado di ridurlo in modo significativo solo nelle donne rappresenta un risultato di grande rilevanza clinica”, prosegue Tonolo. “Lo studio dimostra che il sesso biologico condiziona profondamente la risposta al trattamento: integrare la medicina di genere nella pratica clinica non è più un’opzione, ma una necessità”.

Le implicazioni cliniche

Le donne con diabete presentano una mortalità cardiovascolare relativa più elevata rispetto agli uomini, nonostante ricevano terapie simili. L’identificazione di uno specifico effetto antiossidante della metformina assume quindi particolare rilevanza in ottica di prevenzione cardiovascolare, personalizzazione della terapia e riduzione delle disuguaglianze di genere in sanità.

I risultati dello studio indicano che il sesso deve essere considerato come variabile nella valutazione della prescrizione terapeutica per ottimizzare le strategie, migliorare il compenso metabolico e ridurre le complicanze.

Al momento però le linee guida non prevedono differenziazioni terapeutiche tra uomini e donne. “Come Simdo – conclude il presidente – riteniamo prioritario promuovere un approccio terapeutico sempre più personalizzato, capace di migliorare l’efficacia delle cure e ridurre le disuguaglianze di salute”.

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