Quando l’epilessia colpisce gli anziani: le cause e i trattamenti per la terza età

Quando l’epilessia colpisce gli anziani: le cause e i trattamenti per la terza età
©LUCKYPIX/LAPRESSE

A dispetto di quanto si crede, l’epilessia colpisce più gli anziani che i bambini: l’analisi delle possibili cause e i trattamenti più indicati.

Più frequente negli anziani che nei bambini: a differenza di quanto comunemente si crede, l’incidenza dell’epilessia è più alta dopo i 75 anni che nell’infanzia. Nella terza età colpisce infatti ogni anno 180 persone ogni 100mila. E con una popolazione mondiale che invecchia, c’è da aspettarsi un aumento delle persone affette da questa patologia nella terza età. 

“Negli anziani l’incidenza delle crisi è proporzionalmente superiore a quella attesa nell’infanzia”, conferma Laura Tassi, neurologa del Centro chirurgia dell’epilessia dell’Ospedale Niguarda, nonché past president della Lice, la Lega italiana contro l’epilessia. “Un esordio della malattia sopra i 60 anni è un’evenienza comune, un poco più frequente nel sesso maschile. Le crisi epilettiche sono il terzo disturbo neurologico più frequente nell’anziano, dopo le malattie cerebrovascolari e le demenze”. 

Le epilessie a esordio tardivo 

Le epilessie a esordio tardivo sono spesso caratterizzate da crisi focali – dovute cioè a un’attività cerebrale anomala in una zona limitata del cervello, riconducibili a danni cerebrali provocati da malattie cerebrovascolari, infettive, tumorali e degenerative, come l’Alzheimer, che di per sé sono frequenti in età avanzata. 

C’è però una quota rilevante dei casi di epilessia dell’anziano – tra il 25 e il 50% – la cui causa rimane sconosciuta: le crisi si presentano in persone che godono per il resto di buona salute. In questi casi, si assiste a una breve alterazione della consapevolezza, comportamenti rallentati o inappropriati e disturbi del linguaggio.

La mancanza di rilievi significativi ai comuni accertamenti diagnostici neurologici e il generale declino dell’efficienza nella terza età, possono portare ad attribuire a queste condizioni una genesi cardiovascolare, cerebrovascolari o neurodegenerativa. 

L’apporto dei farmaci anticrisi

Una diagnosi corretta e un trattamento adeguato, condotti con tempestività, sono quindi molto importanti, tanto più che gli anziani con epilessie focali da causa sconosciuta hanno più probabilità di rispondere in pieno a dosi modeste dei farmaci appropriati. 

“Se da un lato le persone anziane con epilessia hanno più probabilità di beneficiare dei farmaci anticrisi, è anche vero che sono più sensibili agli effetti collaterali”, chiarisce Andrea Galimberti, presidente della Lice e responsabile del Centro per lo studio e la cura dell’epilessia dell’Irccs Fondazione Mondino di Pavia. 

“Per fortuna tra i farmaci di nuova generazione ve ne sono alcuni particolarmente efficaci nel controllo delle crisi e ben tollerati”, aggiunge Galimberti. “Effetti sedativi  ed effetti avversi sulle prestazioni motorie e cognitive ridotti o nulli e un ridotto potenziale di interazione con altri farmaci, sono le caratteristiche da privilegiare nella scelta di un farmaco anticrisi. Gli anziani possono avvantaggiarsi dell’introduzione prudente del trattamento, con dosi basse, almeno all’inizio”. 

L’epilessia in numeri 

Con oltre 50 milioni di persone colpite nel mondo, l’epilessia è una delle patologie neurologiche più diffuse: per questo l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha riconosciuta come malattia sociale. Secondo le stime, colpisce una persona su cento nei Paesi industrializzati. In Italia ne soffrono circa 600mila persone, il 10% del totale a livello europeo. 

© Riproduzione Riservata