Alzheimer: a docente Cattolica 200mila euro per la ricerca sulle proteine ingegnerizzate

Alzheimer: a docente Cattolica 200mila euro per la ricerca sulle proteine ingegnerizzate
Alzheimer_Marito e moglie

Christian Ripoli, impegnato nella ricerca sull’Alzheimer, si è aggiudicato bando da 200mila dell’associazione Airalzh Onlus e dalla Fondazione Armenise-Harvard.

Consistente finanziamento alla ricerca italiana sull’Alzheimer: Christian Ripoli, ordinario di Fisiologia della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma, è il vincitore del bando da 200mila dollari messo a disposizione dall’associazione Airalzh Onlus e dalla Fondazione Armenise-Harvard, rivolto ai ricercatori giunti a metà della loro carriera e impegnati nella ricerca sulle malattie neurodegenerative. 

La ricerca

Il lavoro del professor Ripoli mira a sviluppare delle proteine ingegnerizzate che possano intervenire sul malfunzionamento sinaptico che caratterizza le persona affatto da Alzheimer. “La maggior parte delle terapie attualmente in fase di sperimentazione mira a contrastare i fattori scatenanti della malattia, come l’accumulo di proteine che non si ripiegano correttamente e formano depositi tossici nel cervello”, chiarisce Ripoli. “Noi invece proponiamo di intervenire sulle conseguenze e cioè sulla vulnerabilità delle sinapsi e sulla perdita di plasticità neuronale, responsabili del deficit cognitivo”, aggiunge il ricercatore. 

Progettare sinapsi più forti

Insieme al suo team, il vincitore del grant ha tratto ispirazione dalle strategie utilizzate dagli ingegneri nell’affrontare i disastri naturali: non si può certo prevedere l’impatto di un terremoto, ma si possono progettare strutture più resistenti e resilienti. “Con l’Alzheimer è la stessa cosa. Il nostro obiettivo è rendere le sinapsi più forti, plastiche e reattive, in grado di resistere all’urto della malattia. Per farlo sfruttiamo tecniche di ingegneria proteica che ci permettono di inserire interruttori molecolari capaci di rispondere a farmaci già approvati e sicuri”.

Il finanziamento contribuirà a sviluppare e testare “un sistema terapeutico completamente autonomo. Abbiamo progettato proteine ingegnerizzate che si attivano spontaneamente quando enzimi ‘spia’ segnalano una precoce sofferenza cellulare o sinaptica. È un sistema ‘on demand’ – spiega Ripoli – la cura si attiva autonomamente solo nella cellula malata e solo nel momento del bisogno, prima che avvenga la degenerazione”.

Il bando

Sono ormai tre anni che Airalzh Onlus e Fondazione Armenise-Harvard offrono la borsa da 100mila dollari all’anno per un biennio a sostegno delle più interessanti ricerche di base nel campo della malattie neurodegenerative. Con un vincolo rispetto ai bandi tradizionali: è possibile partecipare solo se si è a capo di un laboratorio indipendente, in Italia da almeno cinque anni ma da non più di dodici. Una scelta che mira a indirizzare i finanziamenti verso le scoperte che necessitano di consolidarsi, in una fase delicata della carriera dello scienziato.

L’importanza della ricerca di base

“Siamo orgogliosi di sostenere, assieme alla Fondazione Armenise-Harvard, il lavoro del professor Christian Ripoli”, sottolinea la professoressa Alessandra Morali, presidente di Airalzh Onlus. “La ricerca di base è importante per lo sviluppo di nuove conoscenze scientifiche che, per forza di cose, non può avvenire in tempi rapidi. Per questo è fondamentale aiutare chi da tempo sta lavorando con costanza e impegno nella ricerca, ma ha bisogno di finanziamenti per arrivare a risultati concreti”. 

Airalzh Onlus ha investito finora oltre 4 milioni di euro, grazie al sostegno di grandi e piccoli donatori, per finanziare 82 assegni di ricerca e 38 progetti di ricerca. Dal primo febbraio sarà aperto il nuovo bando. La borsa garantirà ai ricercatori nella fase intermedia della carriera 100mila dollari all’anno per due anni. Sarà possibile candidarsi entro il 15 aprile 2026

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