Anche i farmaci risentono del grande caldo. E questo non solo dal punto di vista della conservazione. “Le temperature elevate influenzano anche il modo in cui il nostro organismo risponde alle terapie”. Lo spiega a LaSalute di LaPresse Adele Romano della Società Italiana di Farmacologia (Sif), professoressa associata di Farmacologia alla Sapienza di Roma.
Sudore, pressione e farmaci
“Durante le ondate di calore aumentano la sudorazione e la perdita di liquidi, cambia la pressione arteriosa e si modificano alcuni meccanismi fisiologici di compenso. Tutto questo può alterare l’efficacia o la tollerabilità di alcuni medicinali. Inoltre alcuni farmaci possono interferire con la termoregolazione, cioè con la capacità dell’organismo di dissipare il calore, aumentando il rischio di colpi di calore, ipotensione o disidratazione, soprattutto nei soggetti anziani, fragili o con patologie croniche”, avverte Romano.
Attenzione: la farmacologa sottolinea come “durante l’estate è importante non sospendere autonomamente le terapie, ma confrontarsi con il medico o il farmacista se compaiono sintomi come debolezza, vertigini, pressione molto bassa o disidratazione”.
Diuretici, antipertensivi e antidepressivi
Ma quali sono i medicinali che interferiscono di più con la termoregolazione o aumentano il rischio di disidratazione? “I diuretici, perché aumentano la perdita di liquidi e sali minerali e quindi possono favorire disidratazione e cali pressori. Ma anche alcuni antipertensivi – come ACE-inibitori, sartani e beta-bloccanti – possono accentuare episodi di ipotensione durante il caldo intenso”, risponde Adele Romano.
Esistono poi farmaci che possono alterare i meccanismi della sudorazione o della dispersione del calore, come alcuni antidepressivi, antipsicotici, antistaminici e farmaci anticolinergici. “In questi casi l’organismo può avere più difficoltà a raffreddarsi”, chiarisce la farmacologa. “Particolare attenzione va riservata anche ai Fans, cioè antinfiammatori come ibuprofene o diclofenac, perché in presenza di disidratazione possono aumentare il rischio di danno renale, soprattutto negli anziani”, continua Romano.
“L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ricorda che le persone più vulnerabili sono gli anziani, i pazienti cardiovascolari, i soggetti con insufficienza renale, diabete o terapie multiple”, sottolinea l’esperta.
Farmaci da gestire con cura in estate
In estate ci sono farmaci che richiedono più attenzione, magari perché possono abbassare troppo la pressione, diventare fotosensibilizzanti o perdere efficacia se conservati male? “Sì. Alcuni farmaci possono provocare fotosensibilizzazione, cioè aumentare la sensibilità della pelle alla luce solare. È il caso di alcuni antibiotici, antinfiammatori, diuretici, retinoidi e anche alcuni farmaci cardiovascolari. In queste situazioni aumenta il rischio di eritemi, ustioni o reazioni cutanee, anche dopo esposizioni brevi”, risponde la farmacologa.
Insulina, vaccini, colliri e antibiotici ‘amici del freddo’
Un altro aspetto fondamentale riguarda la conservazione dei medicinali. Il caldo restremo può alterare stabilità ed efficacia di alcuni. Ad esempio “insulina, vaccini, farmaci biologici, alcuni colliri e antibiotici ricostituiti devono essere mantenuti a temperature controllate, generalmente tra 2 e 8 gradi. Aifa e ministero della Salute raccomandano di non lasciare mai i farmaci in auto, al sole o in ambienti molto caldi e umidi, perché temperature superiori ai 25-30 gradi possono comprometterne la qualità”, conclude.


