Dopo gli spot di Serena Williams e le polemiche sull’effetto dopante di semaglutide & Co, le incretine (in particolare gli agonisti del recettore GLP-1 e i doppi agonisti GIP/GLP-1) “sono le assolute protagoniste delle Linee Guida Ada (American Diabetes Association) 2026. L’aggiornamento sancisce un vero e proprio cambio di paradigma: queste molecole non sono più classificate semplicemente come farmaci ipoglicemizzanti, ma come terapie disease-modifying (modificanti la malattia) per il trattamento simultaneo della cosiddetta diabesità”. Lo spiega a LaSalute di LaPresse Carlo Centemeri, farmacologo clinico dell’Università di Milano.
L’evoluzione di semaglutide e tirzepatide e delle linee guida
Ma quali sono le novità sul fronte di queste terapie? L’Ada 2026 “spinge per un utilizzo molto più precoce, superando il vecchio approccio a gradini, che prevedeva di aspettare il peggioramento dell’emoglobina glicata prima di intensificare la terapia. Viene riconosciuto che molecole come semaglutide e tirzepatide superano agevolmente la soglia del 10% di calo ponderale totale. La gravità del peso corporeo diventa un driver primario per la scelta del farmaco, al pari del controllo glicemico”.
Non solo. “Le linee guida iniziano a recepire i risultati dei primi grandi trial testa a testa, fornendo ai clinici indicazioni sempre più precise su quando optare per un agonista singolo (GLP-1) o quando passare alla maggiore potenza di un doppio agonista (GLP-1/GIP) in base al fenotipo del paziente”, continua il farmacologo.
Nuove indicazioni
Per Centemeri “la novità farmaceutica più dirompente del 2026 è l’espansione formale delle indicazioni delle incretine verso complicanze che prima erano orfane di terapie specifiche. L’approccio diventa sistemico”.
| Organo / Patologia | Molecola con dati di rilievo | Beneficio validato |
| Cuore (HFpEF) | Semaglutide, Tirzepatide | Miglioramento clinico nello scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata. |
| Fegato (MASH) | Tirzepatide, Semaglutide | Risoluzione della steatoepatite metabolica e miglioramento della fibrosi epatica. |
| Sonno (OSA) | Tirzepatide | Riduzione della gravità della sindrome delle apnee ostruttive notturne. |
| Rene (CKD) | Semaglutide | Rallentamento del declino del filtrato glomerulare anche negli stadi avanzati. |
| Articolazioni | Semaglutide | Remissione del dolore legato all’osteoartrosi del ginocchio da sovraccarico. |
L’uso massiccio e l’allarme sarcopenia
Ma attenzione, con l’uso massiccio e prolungato delle incretine gli esperti dell’Ada 2026 pone l’accento “sulla sicurezza a lungo termine legata alla composizione corporea. Il rapido calo ponderale indotto da questi farmaci rischia infatti di ‘bruciare’ non solo il tessuto adiposo, ma anche la massa muscolare (sarcopenia). Viene esplicitato che le terapie con GLP-1 o doppi agonisti non dovrebbero mai essere somministrate in isolamento. Devono essere accompagnate da una rigorosa terapia medica nutrizionale”.
E c’è di più. “L’apporto proteico deve essere attentamente bilanciato e monitorato (anche attraverso formule nutrizionali specifiche o pasti sostitutivi supervisionati) per prevenire la perdita di massa magra, carenze di micronutrienti e gestire al meglio gli effetti avversi gastrointestinali (nausea, diarrea) tipici di queste molecole”, continua lo specialista.
Novità in arrivo
Intanto la ricerca non si ferma e nuove molecole si affacciano all’orizzonte. L’Ada 2026 prepara il terreno per la prossima grande ondata farmacologica: i tripli agonisti (GLP-1/GIP/Glucagone, come la retatrutide). “Le discussioni congressuali evidenziano come queste molecole in fase avanzata di studio riescano a sfiorare cali ponderali superiori al 20-25%, numeri che fino a ieri erano appannaggio esclusivo della chirurgia bariatrica”, conclude Centemeri.

