Un investimento da oltre 50 milioni di euro per rafforzare la capacità produttiva italiana e consolidare una filiera considerata sempre più strategica per la sicurezza sanitaria del Paese. A Brembate, in provincia di Bergamo, Fine Foods & Pharmaceuticals Ntm ha inaugurato un nuovo stabilimento ad alta tecnologia in occasione di ‘Fabbriche Aperte’, il progetto promosso da Egualia per valorizzare il ruolo industriale delle aziende che producono farmaci equivalenti, biosimilari e medicinali a valore aggiunto.
L’investimento come motore di sviluppo
Al taglio del nastro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente della Commissione Finanze del Senato Massimo Garavaglia, il presidente della Commissione Welfare lombarda e membro del CdA Aifa Emanuele Monti, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni locali.
L’ampliamento del sito produttivo di Brembate “rappresenta molto più di un investimento industriale: è la conferma della solidità del nostro modello di business e della visione di lungo periodo che guida il Gruppo”, ha dichiarato il presidente Marco Eigenmann. “La nuova struttura nasce per accompagnare la crescita futura del Gruppo e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento internazionale”.
“Qui tecnologia, qualità e sostenibilità convivono in un modello produttivo evoluto che consente di realizzare compresse e capsule gestendo numerosi principi attivi differenti secondo i più elevati standard di sicurezza e qualità”, ha spiegato l’ad Pietro Oriani. L’investimento, ha aggiunto, “non rappresenta soltanto nuova capacità produttiva, ma anche un importante motore di sviluppo occupazionale in Lombardia”, dove il gruppo conta quasi 1.000 dipendenti e collaboratori distribuiti nei tre stabilimenti dedicati alle attività nutraceutiche, farmaceutiche e cosmetiche.

Il peso economico dei farmaci equivalenti
L’iniziativa è stata anche l’occasione per richiamare l’attenzione sul peso economico e industriale del comparto dei farmaci equivalenti. Secondo i dati illustrati da Egualia, il settore conta quasi 11mila addetti diretti, oltre 100 aziende e circa 50 impianti produttivi, generando 6,4 miliardi di euro di produzione e 2,2 miliardi di export.
“Oggi i farmaci equivalenti rappresentano quasi il 40% dei medicinali dispensati in Italia attraverso farmacie e ospedali”, ha ricordato il presidente di Egualia Riccardo Zagaria. Un settore che, secondo l’associazione, non può più essere considerato soltanto uno strumento di contenimento della spesa sanitaria. «L’Europa e l’Italia – prosegue Zagaria – devono scegliere se continuare a considerare questi medicinali esclusivamente come una voce di contenimento della spesa oppure come una infrastruttura strategica di salute pubblica, resilienza industriale e autonomia produttiva. Servono politiche coerenti che sostengano investimenti, capacità manifatturiera e sicurezza delle forniture”-.
Sulla stessa linea il messaggio inviato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, secondo cui il comparto farmaceutico rappresenta “un settore centrale per il futuro industriale del Paese”, da sostenere anche attraverso il rafforzamento della filiera nazionale e un confronto con l’Europa per evitare nuovi vincoli che possano frenare competitività e sviluppo.

