La farmaceutica è donna, dal gender pay gap ai trial: i primati del settore

La farmaceutica è donna, dal gender pay gap ai trial: i primati del settore

Marcello Cattani (Farmindustria) e la farmaceutica in rosa tra risultati e sfide

Sostantivo femminile singolare: la farmaceutica è donna, e non è un gioco di parole. Il settore ha visto crescere la componente femminile e l’impegno per la salute della donna. “Oggi nel mondo circa il 4% degli studi clinici è tarato sulle patologie femminili, un dato crescente rispetto a 10 anni fa, mentre il 92% dei trial è aperto a entrambi i sessi. E le imprese investiranno sempre di più per avere studi clinici dedicati alle donne”. Parola di Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, intervenuto a margine dell’evento ‘Salute al femminile. La conoscenza che cura. Health Literacy e intelligenza artificiale per le pari opportunità’, promosso dall’associazione degli industriali del farmaco con il patrocinio della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella.

Se fino a tempi recenti era difficile trovare sperimentazioni cliniche declinate al femminile, le cose ormai sono cambiate. Per amor di completezza il 4% dei trial oggi è ‘riservato’ agli uomini, altrettano accade per le donne e il 92% include entrambi i generi. Un tema importante, quello della salute femminile per l’industria farmaceutica.

I numeri della farmaceutica in rosa

Un settore “formato quasi al 50% da colleghe straordinarie, che in alcuni team di ricerca raggiungono addirittura la totalità, e questo perché sono brave. Nel settore la certificazione di genere è arrivata all’80% delle imprese associate e tutte hanno avviato un percorso in questa direzione”, ha ricordato Cattani, rivendicando per la farmaceutica il “più basso gender pay gap dell’industria italiana. Nella fascia di età tra 30 e 50 anni questo gap è zero”. Insomma, le donne del pharma – a parità di posizione – non sono pagate meno.

Utile anche ricordare il 56% delle under 35 che nel settore sono quadri e dirigenti (38% media industria) e il +15% dell’occupazione femminile in 5 anni. “Da noi le competenze vengono riconosciute e remunerate. E questo si sposa con le misure del nostro welfare per aiutare le colleghe e sostenerle nelle decisioni di vita e negli impegni familiari”, ha detto il presidente di Farmindustria.

Tra flessibilità e inclusione

Proprio pensando a questo, il settore si è attrezzato offrendo strumenti come flessibilità, smartworking, nidi aziendali e programmi di screening e prevenzione. “La sensibilità femminile rispetto alla salute è molto accentuata, anche nel caso delle informazioni e dei dati. C’è grande propensione verso tecnologia e supporti come l’intelligenza artificiale, ma l’indagine Censis che presentiamo oggi mostra come il legame fiduciario con il medico resti determinante”, ha segnalato poi il presidente di Farmindustria. 

Tutto bene, allora? “Dobbiamo continuare a lavorare sull’inclusione sociale, un tema che riguarda tutti”. Insomma, “abbiamo ben chiaro il grande valore per la collettività dell’impegno femminile nell’impresa farmaceutica e nella salute”, ha chiosato Cattani.

© Riproduzione Riservata