Il colesterolo alto è un nemico silenzioso della salute cardiovascolare. Ora arriva una nuova speranza: enlicitide decanoato, inibitore orale di PCSK9 sviluppato da Msd, promette di ridurre il colesterolo LDL in pazienti già in trattamento con statine con una semplice compressa quotidiana, offrendo un’alternativa efficace alle opzioni finora disponibili.
“I risultati del trial CORALreef AddOn mostrano chiaramente che enlicitide consente una riduzione del colesterolo LDL nettamente superiore rispetto alle opzioni orali attualmente disponibili in pazienti trattati con statine”, commenta Alberico Catapano, presidente della Fondazione Sisa e tra gli autori principali dello studio.
“Si tratta di un’evidenza che potrà realmente cambiare la pratica clinica quotidiana, con il vantaggio di una terapia orale giornaliera che potrà essere co-somministrata con una statina”, aggiunge. Il farmaco agisce bloccando la proteina PCSK9 e aumentando così la capacità dell’organismo di eliminare il colesterolo LDL dal sangue.
“Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare una delle principali sfide di sanità pubblica a livello globale, con un impatto diretto sulla longevità e sulla qualità della vita delle persone”, osserva Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia. “Promuovere la prevenzione e intervenire precocemente sui fattori di rischio è essenziale per consentire ai pazienti di vivere più a lungo e in buona salute”.
Secondo Giuseppe Patti, presidente eletto della Società italiana di cardiologia, intervenire tempestivamente con una terapia efficace è cruciale: “Nella pratica clinica quotidiana molti pazienti a rischio alto e molto alto non raggiungono il target di colesterolo LDL. Il principio ‘strike early, strike strong’ diventa centrale per ridurre il rischio cardiovascolare residuo”.
Con un profilo di sicurezza simile al placebo e confermato da studi precedenti, enlicitide si candida a diventare il primo inibitore orale di PCSK9 approvato, aprendo la strada a un nuovo standard nella prevenzione cardiovascolare e a una gestione più pratica e accessibile dei pazienti ad alto rischio.

